L’analisi di mercato sui Bitcoin miners mostra che la valutazione degli operatori che hanno reindirizzato la loro capacità energetica verso l’AI e l’high-performance computing (HPC) è superiore rispetto a quella dei miner puri. I miner con contratti AI e HPC vengono scambiati a 12,3 volte il valore aziendale, contro i 5,9 volte dei miner esclusivamente dedicati al Bitcoin.
Il Bitcoin hashprice è crollato a circa 31,80 dollari per petahash al secondo, in calo dai 63 dollari registrati a luglio 2025. Questo declino ha contribuito a una diminuzione del Bitcoin network hashrate, sceso da 1,14 zettahash al secondo a circa 900 exahash al secondo, rappresentando un calo del 21%.
Ritorno del Bitcoin e impatti sul mining
CoinShares stima che un ritorno del Bitcoin a 126.000 dollari potrebbe spingere l’hashprice verso 59 dollari per petahash al secondo, migliorando i ritorni per gli operatori focalizzati sul mining. Tuttavia, questo scenario rimane ipotetico.
Il divario tra i miner con contratti AI e quelli che si concentrano esclusivamente sul mining è aumentato dalla riduzione del valore del Bitcoin, che ha visto una diminuzione di circa 45% negli ultimi otto mesi. Le azioni di TeraWulf, IREN e Cipher Digital hanno più che raddoppiato il loro valore nell’ultimo anno, mentre MARA Holdings, che ha tardato a spostarsi verso l’AI, ha subito un calo del 40%.
Crescita dei contratti AI e HPC
L’industria ha assicurato un totale cumulativo di 70 miliardi di dollari in contratti AI e HPC entro la fine del primo trimestre. Di particolare rilievo è il recente contratto di Riot Platforms, che ha firmato un lease di 20 anni con Anthropic del valore di 9,1 miliardi di dollari, contribuendo al balzo delle azioni della società, passate da circa 3 a 20 dollari negli ultimi quattro anni.

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