XRP arriva a settembre 2026 in una situazione profondamente diversa rispetto a quella vissuta soltanto pochi anni fa. La lunga battaglia normativa negli Stati Uniti non rappresenta più l’unico argomento intorno al token: oggi il mercato guarda agli ETF spot su XRP, alla crescita di Ripple USD (RLUSD), all’espansione istituzionale di Ripple e all’utilizzo dell’XRP Ledger nei pagamenti e nella tokenizzazione degli asset.
Il prezzo, tuttavia, racconta una storia più complicata.
Dopo aver raggiunto nel 2025 livelli superiori ai 3 dollari, XRP ha attraversato una forte correzione e a inizio settembre 2026 si muove nell’area di 1,3-1,4 dollari.
Questo significa che il mercato ha già ridimensionato buona parte dell’entusiasmo generato dal precedente rally.
Eppure, proprio mentre il prezzo rimane lontano dai massimi, alcuni fondamentali dell’ecosistema stanno cambiando rapidamente.
Gli ETF spot statunitensi hanno aperto XRP agli investitori tradizionali, mentre RLUSD ha superato i 2,18 miliardi di dollari di circolazione al 27 agosto 2026. Ripple, nel frattempo, ha ottenuto l’autorizzazione MiCA CASP in Europa e sta ampliando la propria presenza nei pagamenti, nella custodia e nella tokenizzazione.
La vera domanda dietro le previsioni XRP diventa quindi: quanto di questa crescita può effettivamente trasformarsi in domanda per XRP?
XRP ha già vissuto il suo grande rally. E poi ha perso terreno
Per comprendere la situazione attuale bisogna tornare al 2025.
XRP aveva beneficiato enormemente del cambiamento del quadro normativo e del ritorno dell’ottimismo sul mercato crypto, arrivando nel luglio 2025 a circa 3,65 dollari.
Nel 2026 la situazione è cambiata.
Il token ha perso buona parte del valore conquistato durante il precedente rally e nei primi giorni di settembre si trova nell’area di 1,3-1,4 dollari.
La correzione è stata quindi superiore al 60% rispetto ai massimi del ciclo.
Ma XRP ha recentemente dimostrato di poter ancora attirare rapidamente capitale speculativo.
Ad agosto il token ha registrato una delle migliori settimane degli ultimi mesi, con un rialzo nell’ordine del 30-40% durante la fase più intensa del recupero.
Il mercato rimane quindi estremamente volatile.
Per XRP questo significa che una variazione di 20 o 30 centesimi può rappresentare un movimento percentuale molto significativo.
La grande novità del 2026 sono gli ETF XRP
Per anni uno dei principali ostacoli alla diffusione istituzionale di XRP negli Stati Uniti è stato il suo status normativo.
Oggi la situazione è radicalmente differente.
Tra settembre e dicembre 2025 sono arrivati sul mercato statunitense diversi ETF spot su XRP, aprendo agli investitori tradizionali una modalità regolamentata per ottenere esposizione all’asset.
Secondo Ripple, il lancio degli ETF ha segnato l’inizio di una nuova fase istituzionale per XRP.
Ed è proprio il comportamento di questi fondi a essere uno degli indicatori più importanti per il futuro del token.
Non basta infatti che esista un ETF.
Serve che gli investitori lo comprino.
I prodotti spot statunitensi avevano già raccolto circa 1,44 miliardi di dollari entro marzo 2026, nonostante nello stesso periodo XRP fosse ancora molto lontano dai precedenti massimi.
Anche l’inizio di settembre sta mostrando segnali di interesse.
La domanda istituzionale diventa quindi uno dei principali fattori da monitorare per capire se XRP riuscirà a costruire un nuovo ciclo rialzista.
XRP non è Ripple: una distinzione fondamentale
Prima di analizzare le previsioni di lungo periodo bisogna chiarire un errore molto comune.
Ripple, XRP e XRP Ledger non sono la stessa cosa.
XRP è la criptovaluta nativa dell’XRP Ledger.
XRP Ledger, o XRPL, è la blockchain open source sulla quale vengono elaborate le transazioni.
Ripple è invece un’azienda tecnologica che sviluppa prodotti finanziari e utilizza XRP, RLUSD e altre tecnologie blockchain all’interno di alcune delle proprie soluzioni.
Questa distinzione è fondamentale quando si parla di prezzo.
Se Ripple acquisisce un’azienda o firma un accordo con una banca, non significa automaticamente che quella banca utilizzerà XRP.
Allo stesso modo, la crescita di RLUSD non garantisce automaticamente che XRP aumenterà di valore.
Per valutare seriamente le previsioni XRP bisogna quindi chiedersi quale parte dell’espansione dell’ecosistema genera effettivamente domanda per il token.
RLUSD supera 2 miliardi di dollari: perché è importante per XRP
Uno degli sviluppi più interessanti del 2026 riguarda Ripple USD (RLUSD).
La stablecoin di Ripple è progettata per mantenere il valore di un dollaro ed è supportata da riserve composte da liquidità e attività equivalenti.
Secondo i dati ufficiali di Ripple, al 27 agosto 2026 circolavano circa 2,18 miliardi di dollari di RLUSD, a fronte di circa 2,30 miliardi di dollari di attività nelle riserve.
È una crescita importante per una stablecoin lanciata soltanto alla fine del 2024.
RLUSD viene utilizzata per pagamenti, trading, settlement e applicazioni istituzionali ed è disponibile su XRP Ledger, Ethereum e altre blockchain.
Nel giugno 2026 Ripple e SBI Group hanno inoltre lanciato ufficialmente RLUSD in Giappone, dopo l’approvazione della Japan Financial Services Agency.
Questo mostra quanto rapidamente Ripple stia cercando di trasformare RLUSD in un’infrastruttura finanziaria internazionale.
Ma cosa significa per XRP?
La risposta è meno semplice di quanto possa sembrare.
La crescita di RLUSD farà salire automaticamente XRP?
No.
Ed è probabilmente uno dei punti più importanti dell’intero articolo.
RLUSD e XRP svolgono funzioni differenti.
RLUSD cerca di mantenere il valore di un dollaro ed è pensata principalmente per chi necessita di stabilità.
XRP è invece un asset liberamente scambiato sul mercato e può essere utilizzato come bridge asset, per pagare le commissioni dell’XRP Ledger e all’interno dell’exchange decentralizzato nativo.
L’aumento dell’attività sull’XRP Ledger può quindi aumentare l’utilizzo dell’infrastruttura nella quale XRP è l’asset nativo.
Ma non esiste una relazione matematica per cui 10 miliardi di RLUSD debbano necessariamente produrre XRP a 5, 10 o 20 dollari.
Per questo motivo la crescita della stablecoin è un elemento positivo per l’ecosistema, ma deve essere interpretata con cautela quando viene utilizzata per costruire target di prezzo.
Ripple punta sulla finanza istituzionale
La strategia di Ripple nel 2026 è diventata molto più ampia rispetto ai semplici pagamenti internazionali.
Ad agosto l’azienda ha annunciato investimenti strategici in ZILO e Licuido, due società impegnate nell’infrastruttura dei mercati dei capitali e nella tokenizzazione.
L’obiettivo dichiarato è ampliare le capacità di emissione, trasferimento e gestione degli asset digitali utilizzando anche XRP Ledger.
Parallelamente Ripple ha ottenuto nel luglio 2026 la piena autorizzazione CASP prevista dal regolamento MiCA nell’Unione Europea, ampliando le possibilità di offrire servizi regolamentati nel mercato europeo.
A giugno è arrivato il lancio di RLUSD in Giappone.
Ad agosto Ripple ha inoltre annunciato una partnership con Jeonbuk Bank per modernizzare i pagamenti transfrontalieri nel settore bancario regionale coreano.
Presi singolarmente, questi sviluppi non determinano il prezzo di XRP.
Considerati insieme, mostrano però la direzione dell’azienda: portare infrastruttura blockchain dentro la finanza regolamentata tradizionale.
XRP Ledger vuole diventare una rete per il credito istituzionale
Un altro sviluppo interessante riguarda il credito on-chain.
Ripple sta sostenendo un nuovo fondo di credito istituzionale basato su RLUSD insieme a Clearpool e Cicada Partners.
Il progetto punta a erogare finanziamenti in RLUSD a società fintech e operatori dei pagamenti attraverso XRP Ledger.
L’iniziativa dipende però dall’attivazione di nuove funzionalità dell’XRPL, tra cui il protocollo di lending XLS-66 e i single-asset vault XLS-65.
Questo dettaglio è importante perché mostra la direzione futura della rete.
XRP Ledger non vuole essere utilizzato soltanto per trasferire token.
L’obiettivo è costruire progressivamente un’infrastruttura nella quale possano esistere credito, stablecoin, asset tokenizzati, exchange decentralizzati e pagamenti istituzionali.
Se questa strategia avrà successo, le prospettive di XRP potrebbero cambiare notevolmente.
Previsioni XRP fine 2026: tre scenari possibili
Con XRP nell’area di 1,3-1,4 dollari, la volatilità rimane elevata.
Piuttosto che indicare un singolo prezzo obiettivo, possiamo costruire tre scenari.
Scenario ribassista: 0,80-1,10 dollari
Lo scenario negativo diventerebbe plausibile se il recupero del mercato crypto dovesse fallire.
Un nuovo calo di Bitcoin, deflussi dagli ETF XRP o un peggioramento delle condizioni macroeconomiche potrebbero riportare il token verso quota 1 dollaro.
La perdita di questa soglia psicologica potrebbe amplificare ulteriormente le vendite.
In questo scenario vediamo XRP nella fascia 0,80-1,10 dollari entro la fine del 2026.
Scenario base: 1,30-2,00 dollari
Lo scenario centrale prevede un consolidamento.
Gli ETF continuano ad attirare capitali, RLUSD cresce e l’ecosistema XRP Ledger amplia gradualmente la propria attività, ma il mercato crypto non entra immediatamente in una nuova fase euforica.
In queste condizioni XRP potrebbe muoversi tra 1,30 e 2 dollari.
Il recupero stabile di quota 2 dollari rappresenterebbe già un segnale significativo.
Scenario rialzista: 2,00-3,50 dollari
Per tornare sopra 3 dollari servirebbe una combinazione più favorevole.
Bitcoin dovrebbe continuare il recupero, il capitale dovrebbe tornare sulle altcoin e gli ETF XRP dovrebbero mostrare afflussi consistenti.
Una forte crescita di RLUSD e dell’utilizzo istituzionale dell’XRP Ledger potrebbe migliorare ulteriormente il sentiment.
In questo scenario vediamo una possibile fascia 2-3,50 dollari entro fine anno.
Previsioni XRP 2027: può tornare sopra 3 dollari?
Il 2027 potrebbe essere molto più importante del 2026.
A quel punto avremo oltre un anno di dati per valutare il reale successo degli ETF XRP.
Sapremo inoltre se RLUSD è riuscita a continuare la propria espansione e se le nuove funzioni istituzionali dell’XRP Ledger hanno trovato un utilizzo concreto.
Per il 2027 consideriamo:
Scenario ribassista: 0,70-1,30 dollari
Una nuova fase negativa del mercato oppure un rallentamento dell’adozione potrebbe riportare XRP vicino ai livelli precedenti al grande rally.
Scenario base: 1,80-3,50 dollari
XRP recupera progressivamente terreno grazie alla crescita dell’ecosistema e a una domanda istituzionale stabile.
Scenario rialzista: 3,50-6,00 dollari
Il token supera i massimi del precedente ciclo e stabilisce nuovi record.
Per arrivare verso 6 dollari servirebbe però una valutazione molto più elevata dell’intera rete.
Previsioni XRP 2028: cosa potrebbe cambiare
Il 2028 dovrebbe coincidere con il prossimo halving di Bitcoin.
L’evento non modifica direttamente XRP, ma potrebbe avere conseguenze sull’intero mercato delle criptovalute.
Se il ciclo storico dovesse ripetersi, una nuova fase rialzista di Bitcoin potrebbe progressivamente aumentare l’interesse anche per gli asset alternativi.
Nel frattempo XRP Ledger avrebbe altri due anni per sviluppare la propria strategia istituzionale.
Le nostre fasce diventano quindi:
Scenario ribassista: 0,80-1,50 dollari
Scenario base: 2,50-5,00 dollari
Scenario rialzista: 5,00-8,00 dollari
Più ci allontaniamo nel tempo, maggiore diventa naturalmente l’incertezza.
Previsioni XRP 2030: quanto potrebbe valere?
Il 2030 è l’orizzonte sul quale circolano le previsioni più spettacolari.
XRP a 10 dollari.
XRP a 50 dollari.
XRP a 100 dollari.
Talvolta vengono indicati target ancora più elevati.
Ma il modo corretto per valutare queste cifre è partire dalla capitalizzazione.
Il prezzo di una singola moneta non dice quasi nulla se non viene confrontato con il numero di token in circolazione.
Ripple indica che al 30 giugno 2026 erano stati distribuiti circa 62,33 miliardi di XRP, mentre circa 32,6 miliardi erano ancora detenuti in escrow.
Questo rende molto diverso parlare di XRP a 10 dollari rispetto a Bitcoin a 10.000 dollari.
Per il 2030 utilizziamo quindi scenari relativamente prudenti.
Scenario ribassista: 1-2 dollari
XRP Ledger continua a esistere e a essere utilizzato, ma non riesce a conquistare una quota significativa della finanza on-chain globale.
Scenario base: 4-8 dollari
Ripple e l’ecosistema XRPL riescono ad affermarsi nei pagamenti, nelle stablecoin e nella tokenizzazione, mentre XRP mantiene un ruolo importante all’interno dell’infrastruttura.
Scenario rialzista: 8-15 dollari
Per arrivare in questa fascia servirebbe una crescita molto più significativa.
ETF, investitori istituzionali e utilizzo reale dell’XRP Ledger dovrebbero creare una domanda per XRP molto superiore a quella attuale.
Tabella previsioni XRP 2026-2030
| Anno | Scenario ribassista | Scenario base | Scenario rialzista |
|---|---|---|---|
| Fine 2026 | $0,80-$1,10 | $1,30-$2,00 | $2,00-$3,50 |
| 2027 | $0,70-$1,30 | $1,80-$3,50 | $3,50-$6,00 |
| 2028 | $0,80-$1,50 | $2,50-$5,00 | $5,00-$8,00 |
| 2030 | $1,00-$2,00 | $4,00-$8,00 | $8,00-$15,00 |
Questi intervalli rappresentano scenari ipotetici e non target garantiti.
La differenza tra scenario ribassista e rialzista diventa particolarmente ampia sul lungo periodo perché il valore di XRP dipenderà dalla capacità dell’ecosistema di trasformare adozione istituzionale, pagamenti e tokenizzazione in domanda effettiva per il token.
XRP può tornare a 3 dollari?
È probabilmente il target più realistico da analizzare nel medio periodo.
XRP ha già dimostrato di poter raggiungere questa fascia.
Tornare a 3 dollari dai circa 1,4 dollari di settembre richiederebbe comunque un rialzo superiore al 100%.
Non sarebbe quindi un movimento marginale.
Servirebbe probabilmente una combinazione di mercato crypto rialzista e crescente domanda attraverso ETF e investitori diretti.
Il vantaggio è che 3 dollari non rappresentano un territorio completamente inesplorato.
Il mercato ha già attribuito a XRP una valutazione simile durante il ciclo precedente.
XRP può raggiungere 5 dollari?
A 5 dollari per XRP, utilizzando per semplicità circa 62 miliardi di token già distribuiti, la valutazione teorica supererebbe i 300 miliardi di dollari.
La capitalizzazione effettiva dipenderà naturalmente dalla quantità di XRP in circolazione nel momento in cui eventualmente venisse raggiunto quel prezzo.
È comunque una valutazione enorme.
XRP dovrebbe consolidarsi stabilmente tra le maggiori criptovalute mondiali.
Non basterebbe probabilmente una singola partnership annunciata da Ripple.
Servirebbe una combinazione di domanda speculativa, investimenti istituzionali e utilizzo economico dell’ecosistema.
Per questo consideriamo 5 dollari plausibili in uno scenario rialzista pluriennale, ma non inevitabili.
XRP può arrivare a 10 dollari?
È qui che i numeri iniziano a diventare molto più impegnativi.
Con circa 62,3 miliardi di XRP distribuiti, un prezzo di 10 dollari corrisponderebbe già a oltre 620 miliardi di dollari.
E la quantità distribuita potrebbe aumentare ulteriormente entro il 2030.
XRP entrerebbe quindi nella categoria degli asset digitali con valutazioni più elevate in assoluto.
Per giustificare una simile capitalizzazione dovrebbe probabilmente verificarsi una crescita strutturale della domanda.
ETF, utilizzo come bridge asset, liquidità sull’XRP Ledger, tokenizzazione e attività finanziaria istituzionale dovrebbero assumere dimensioni enormemente superiori rispetto a quelle attuali.
10 dollari sono matematicamente possibili, ma richiedono uno scenario fortemente rialzista.
E XRP a 100 dollari?
Qui è utile fare un calcolo perché permette di eliminare molta della confusione presente nelle previsioni online.
Prendendo soltanto gli oltre 62 miliardi di XRP già distribuiti, un prezzo di 100 dollari implicherebbe una valutazione superiore ai 6.000 miliardi di dollari.
Con una supply futura maggiore, sarebbe ancora più alta.
Non significa che sia matematicamente impossibile.
Significa che XRP dovrebbe diventare uno degli asset più preziosi dell’intero pianeta.
Un target simile non dovrebbe quindi essere presentato come una naturale conseguenza dell’utilizzo di Ripple da parte delle banche.
Soprattutto perché l’utilizzo dei prodotti Ripple non equivale necessariamente all’acquisto di XRP sul mercato aperto.
È proprio questo uno degli errori più frequenti nelle previsioni estremamente rialziste.
L’escrow di Ripple rimane una variabile da considerare
L’offerta rappresenta una differenza fondamentale tra XRP e Bitcoin.
Bitcoin ha un’offerta massima di 21 milioni di monete.
XRP è stato invece creato con una supply complessiva di 100 miliardi di token.
Secondo i dati pubblicati da Ripple, al 30 giugno 2026 risultavano circa 62,33 miliardi di XRP distribuiti, mentre 32,6 miliardi erano ancora in escrow.
Ripple pubblica periodicamente informazioni sulla propria esposizione.
La presenza di una quantità così significativa di token ancora bloccati significa che l’evoluzione dell’offerta deve essere considerata quando si costruiscono previsioni di lungo periodo.
Non è sufficiente moltiplicare il prezzo attuale per dieci e ipotizzare automaticamente un aumento equivalente della capitalizzazione.
Il vantaggio competitivo di XRP: velocità e pagamenti
XRP Ledger è stato progettato fin dall’inizio con una logica differente rispetto a Bitcoin.
Secondo Ripple, le transazioni possono raggiungere il settlement in circa 3-5 secondi, con XRP utilizzabile come asset ponte tra differenti valute.
Questa caratteristica è particolarmente interessante nei pagamenti internazionali.
Un trasferimento tradizionale tra due Paesi può coinvolgere numerosi intermediari e differenti conti di corrispondenza.
Un asset ponte può teoricamente permettere di trasferire valore senza dover mantenere capitale prefinanziato in ogni valuta.
È la tesi storica alla base dell’utilità di XRP.
Ma negli ultimi anni il mercato è cambiato.
Le stablecoin permettono anch’esse di trasferire valore rapidamente.
Ed è curioso che proprio Ripple abbia creato RLUSD.
RLUSD è un concorrente di XRP?
È una domanda legittima.
Se una banca può trasferire RLUSD, perché dovrebbe utilizzare XRP?
La risposta dipende dal caso d’uso.
RLUSD è particolarmente utile quando le parti vogliono trasferire dollari digitali mantenendo stabilità rispetto al dollaro.
XRP può invece funzionare come asset ponte tra mercati e valute differenti senza essere legato a una singola valuta nazionale.
Le due tecnologie possono quindi essere complementari.
Ma esiste anche una certa sovrapposizione.
Ed è per questo che la crescita di RLUSD deve essere analizzata attentamente dagli investitori XRP.
Se l’espansione della stablecoin aumenterà significativamente l’attività sull’XRP Ledger e la liquidità dell’ecosistema, potrebbe essere positiva.
Se invece una parte crescente dei pagamenti verrà regolata direttamente in stablecoin senza generare domanda significativa per XRP, l’impatto sul token potrebbe essere inferiore alle aspettative.
È probabilmente una delle questioni fondamentali per le previsioni XRP 2030.
XRP entra anche nei pagamenti dell’intelligenza artificiale
Nel giugno 2026 Ripple ha presentato l’XRP Ledger AI Starter Kit, una serie di strumenti pensati per permettere agli sviluppatori di creare sistemi nei quali agenti AI possono effettuare autonomamente pagamenti.
L’infrastruttura supporta pagamenti basati sul protocollo X402 utilizzando sia XRP sia RLUSD.
L’idea è interessante: in un’economia nella quale software e agenti artificiali acquistano autonomamente API, capacità di calcolo o altri servizi digitali, servono sistemi di pagamento programmabili e molto veloci.
È ancora troppo presto per sapere quanto sarà grande questo mercato.
Ma mostra come l’XRP Ledger stia cercando di ampliare il proprio utilizzo oltre il tradizionale settore delle rimesse internazionali.
Cosa potrebbe far salire XRP
Il primo catalizzatore è la domanda degli ETF.
La presenza di prodotti spot regolamentati permette a una platea molto più ampia di ottenere esposizione a XRP.
Il secondo è RLUSD.
La stablecoin ha superato 2 miliardi di dollari di circolazione e un’ulteriore crescita potrebbe aumentare l’attività finanziaria sull’XRP Ledger.
Il terzo è la tokenizzazione.
Se fondi, obbligazioni, credito e altri asset reali iniziassero a utilizzare XRPL su larga scala, l’importanza economica della rete aumenterebbe.
Il quarto riguarda la regolamentazione.
Ripple ha ottenuto nel 2026 la piena autorizzazione MiCA CASP in Europa, mentre XRP dispone oggi negli Stati Uniti di un quadro normativo molto più chiaro rispetto agli anni della causa SEC.
Infine c’è il mercato crypto.
Un Bitcoin nuovamente sopra i massimi potrebbe aumentare considerevolmente l’appetito per asset come XRP.
Cosa potrebbe far scendere XRP
Il primo rischio è che la crescita di Ripple non produca sufficiente domanda per XRP.
È probabilmente il rischio fondamentale più sottovalutato.
Ripple può avere successo come società attraverso stablecoin, custodia, pagamenti e servizi istituzionali senza che ogni attività richieda XRP.
Il secondo riguarda l’offerta.
Decine di miliardi di XRP rimangono ancora in escrow e l’evoluzione della supply dovrà continuare a essere monitorata.
Il terzo è la concorrenza.
Stablecoin, Ethereum, Solana, infrastrutture bancarie tokenizzate e altre blockchain competono in alcuni degli stessi mercati.
Il quarto è il normale rischio del settore crypto: volatilità, liquidità e condizioni macroeconomiche.
Infine, gli ETF rappresentano un’opportunità ma non garantiscono domanda permanente. Eventuali deflussi potrebbero amplificare la pressione sul prezzo.
Conviene comprare XRP nel 2026?
XRP presenta oggi una tesi d’investimento molto diversa rispetto a quella di qualche anno fa.
Il mercato non deve più aspettare la conclusione della battaglia con la SEC per scoprire se potrà esistere un mercato istituzionale regolamentato.
Gli ETF esistono.
RLUSD sta crescendo.
Ripple sta espandendo la propria infrastruttura finanziaria in Europa, Asia e altri mercati.
XRP Ledger sta cercando di entrare nel credito, nella tokenizzazione e persino nei pagamenti autonomi degli agenti AI.
Sono elementi favorevoli.
Ma il prezzo rimane estremamente volatile e soprattutto esiste una domanda alla quale il mercato non ha ancora dato una risposta definitiva:
quanto del successo dell’ecosistema Ripple verrà realmente catturato da XRP?
È questa, molto più di qualsiasi target a 5, 10 o 100 dollari, la variabile che dovrebbe interessare chi valuta il token nel lungo periodo.
Previsioni XRP: cosa osservare adesso
XRP arriva alla parte finale del 2026 con molti dei problemi che lo hanno accompagnato per anni ormai alle spalle, ma con nuove domande da risolvere.
Ci sono soprattutto quattro indicatori da monitorare.
Il primo è quota 2 dollari. Un recupero stabile di questa soglia sarebbe un segnale molto più convincente rispetto ai rimbalzi di breve durata.
Il secondo sono gli ETF spot XRP. Non conta soltanto che esistano: conta quanto capitale riusciranno ad attirare nei prossimi mesi.
Il terzo è RLUSD. Dopo aver superato i 2,18 miliardi di dollari di circolazione, sarà importante capire se la stablecoin riuscirà a continuare a crescere e quanta attività rimarrà sull’XRP Ledger.
Il quarto è l’utilizzo istituzionale dell’XRPL.
Credito, tokenizzazione, pagamenti e asset reali sono mercati enormemente più importanti della semplice speculazione crypto.
Se XRP Ledger riuscirà a conquistare una quota significativa di questi settori e XRP manterrà un ruolo economico centrale nell’infrastruttura, il ritorno sopra 3 dollari e successivamente l’ipotesi dei 5 dollari potrebbero tornare concretamente in discussione.
Se invece Ripple continuerà a crescere soprattutto attraverso prodotti che non generano una domanda significativa per XRP, il prezzo potrebbe avere molte più difficoltà a seguire la crescita dell’azienda.
Ed è proprio questa distinzione a rendere XRP uno degli asset più interessanti, ma anche più difficili da valutare, dell’intero mercato crypto nel 2026.

Sono un Content Editor che ha scritto oltre 7.000 articoli per magazine e testate giornalistiche. Oggi mi occupo principalmente di cronaca finanziaria, politica e attualità e per Broker-Forex.it scrivo per la sezione news su crypto e Bitcoin.
