Agenzia delle Entrate: aggiornamento delle Linee Guida sul Tax Control Framework con le criptovalute

Il 6 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato un aggiornamento delle Linee Guida sul Tax Control Framework (TCF). Questo provvedimento segna l’ingresso formale delle criptovalute nelle mappe del rischio tributario e contabile, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione finanziaria e l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).

Il nuovo provvedimento fornisce una guida per la classificazione, valutazione e tracciabilità fiscale delle attività in valuta virtuale.

Aggiornamento delle Linee Guida sul Tax Control Framework

Il regime di adempimento collaborativo, introdotto con il D.Lgs. n. 128/2015 e riformato dal D.Lgs. n. 221/2023, consente alle aziende con un fatturato di almeno 500 milioni di euro, che scenderà a 100 milioni dal 2028, di beneficiare di vantaggi significativi. Le imprese devono disporre di un TCF strutturato e certificato.

Le Linee Guida indicano che le criptovalute possono essere iscritte in bilancio come immobilizzazioni immateriali, se detenute a lungo termine, o come rimanenze di magazzino quando scambiate o vendute. Le aziende sono obbligate a verificare eventuali perdite di valore e a garantire l’integrità della documentazione delle transazioni.

Il TCF deve isolare i plusvalori e minusvalori effettivamente realizzati da quelli meramente valutativi, affrontando anche la volatilità del mercato crypto. Le imprese dovranno aggiornare le loro matrici di rischio per adeguarsi alle nuove normative.

L’aggiornamento delle Linee Guida rappresenta un passo importante per le aziende nella redazione del bilancio d’esercizio e nell’applicazione delle tassazioni sulle plusvalenze e minusvalenze derivanti da criptovalute.

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