Hong Kong Stablecoin: in attesa di un quadro normativo

La crescita esponenziale delle stablecoin ha spinto il governo di Hong Kong a rivedere le sue politiche economiche in termini di mercato digitale. A tal proposito c’è gran fermento in questo senso con una serie di dibattiti aperti sul tipo di normativa da applicare a queste nuove realtà finanziarie. Malgrado il rigido sistema oppressivo da parte del Governo, pare che vi sia un’apertura con lo scopo di trovare una sintesi perfetta per entrambe le parti. In questo scenario il regolatore statale intende stabilire un quadro normativo che possa rendere più sicure le transazioni online.

La Hong Kong Monetary Authority (HKMA) sta agendo con la massima trasparenza per sondare il terreno in vista di queste nuove regole che dovrebbero chiarire la posizione governativa sul mondo delle criptovalute. Ebbene per farlo ha rilasciato un questionario per valutare l’opinione pubblica. L’obiettivo di fondo è quello di istituire un regolatore statale che abbia come priorità un quadro normativo da prendere come punto di riferimento. Nel prospetto “Discussion Paper on Crypto-assets and Stablecoins” della HKMA si spiega che questa regolamentazione appare ora necessaria dopo l’impressionante crescita del mercato delle stablecoin in termini di capitalizzazione di mercato dal 2020. Per questo motivo è arrivato il momento di mettere degli argini prima che la situazione possa sfuggire di mano. Ovviamente bisognerà capire che tipo di paletti saranno messi, altrimenti si rischia di creare solo caos.

Di contro in una nota si legge anche che la HKMA non crede minimamente alla possibilità che il mondo delle cripto possa minacciare la stabilità dell’economia reale da un punto di vista sistematico e che la necessità di un regolatore serve solo a dare più chiarezza agli investitori. Una dichiarazione che lascia perplessi! Infatti leggendo con attenzione alcuni passaggi del documento emerge chiaramente questa preoccupazione ufficialmente negata: “La crescente esposizione degli investitori istituzionali a tali asset come alternativa indicano una crescente interconnessione con il sistema finanziario tradizionale”.

In questo scenario risulta chiaro che vi siano delle ragioni piuttosto significative a sostegno della necessità di una regolamentazione del mercato degli asset digitali con una capitalizzazione di mercato globale delle stablecoin che oramai si è attestata a circa 150 miliardi di dollari rappresentando di fatto il circa 5% del mercato complessivo delle criptovalute. Per questo motivo si vuole intervenire ora proprio per disincentivare un mercato che non tenga conto di nessuna regola operativa. Tra le proposte c’è sicuramente quella di espandere la portata della Payment Systems and Stored Value Facilities Ordinance (PSSVFO) che è una legge già vigente che determina la legalità dei prodotti finanziari. C’è molta attesa quindi su quello che stabiliranno dato che da qui dipenderanno i futuri andamenti del mercato che solitamente si lasciano influenzare dalle decisioni governative nella gestione operativa dei flussi cripto.

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