Ethereum: una bear flag scoraggia gli investitori

I possessori di Ethereum sono fortemente preoccupati per quello che potrebbe accadere tra poche ore. A tal proposito la loro moneta potrebbe scendere a 2.000$ a causa di una ‘bear flag’ che cambierebbe sicuramente le cose. Si tratta di un pattern ribassista che riflette tutte le restrizioni messe in campo dalla Federal Reserve per contrastare gli illeciti. In questo scenario si pensa che ETH, il token nativo di Ethereum, arriverà ad estendere il proprio ribasso fino al 30% raggiungendo per l’estate uno dei suoi minimi storici. E’ un rischio alle porte che mina la stabilità dell’asset.

I Segnali che abbiamo in nostro possesso indicano un cambio di rotta che al momento preoccupa gli analisti. Questo modello ribassista che si sta configurando può sfortunatamente cambiare la percezione operativa degli investitori. D’altronde quello che è successo da 6 mesi a questa parte la dice lunga sul cambiamento a cui stiamo assistendo con il prezzo di ETH che continua a scendere a 2.159$. Si è vero, poi si è ripreso, tornando a 2.724$ pochi giorni dopo, ma in ogni caso questa incertezza sistematica ha creato un pattern noto come bear flag. In pratica il rischio è che il prezzo potrebbe diminuire del 17% rispetto ai valori attuali, tornando così a quota 2.000$.

In questo scenario sono in molti a chiedersi cosa fare per evitare questa terribile conseguenza considerando ad una serie di implicazioni negative a cui andiamo incontro come il rischio di far scivolare il prezzo verso un ribasso continuativo che farà solo fuggire gli investitori. In realtà c’è ben poco da fare perché le motivazioni associate a questo crollo non sono frutto di una strategia ma una conseguenza di una serie di problemi macroeconomici che stanno investendo l’economia nazionale. E’ tutto il comparto a soffrire per numerosi fattori che combinati insieme hanno dato vita ad uno stallo da cui difficilmente si potrà uscire senza una nuova iniezione di fiducia.

E’ evidente con molta responsabilità è da attribuire al tempismo della FED la cui decisione di ritirare il suo programma di stimolo da 120 miliardi di dollari al mese per contrastare il Covid-19 aumentando di fatto i tassi d’interesse sta iniziando a danneggiare i cosiddetti i titoli tecnologici come quelli associati alla blockchain. Di conseguenza tutto il settore paga le conseguenze di queste scelte dannose. Per questo motivo l’economista vincitore del Nobel, Paul Krugman, resta scettico nei confronti delle criptovalute, e annuncia che arrivati a questo punto un crollo di Bitcoin è quasi inevitabile per come il mercato è cambiato in seguito ad una nuova involuzione sistematica. Colpa delle autorità di regolamentazione che non sono riuscite a proteggere il pubblico da prodotti finanziari vulnerabili. Ovviamente si spera che la sua previsione possa in qualche modo arenarsi a seguito di nuovi impulsi da parte del mercato digitale.

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