Dogecoin: prima di comprare ecco tre cose utili da sapere

Dal lontano 2010, anno in cui nasceva la sua prima fotografia ufficiale, il meme Doge è diventato così popolare da ispirare anche il nome di una criptovaluta. Si chiama Dogecoin e raffigura la buffa espressione dell’ormai celebre cane di razza Shiba Inu.

Dogecoin cosa sapere

Questa moneta digitale nasce nel 2013 dalla creatività del programmatore Billy Marcus e si comporta esattamente come gli altri gettoni digitali. Ma c’è una importante differenza: il Doge non è ancora stabile e questo significa che il prezzo si alza e si abbassa molto rapidamente. C’è solo questo da considerare? In realtà non è esatto perché i bitcoin nascono in numero limitato mentre la rete che ha prodotto i Dogecoin ne ha previsti ben 100 miliardi.

Cosa sapere prima di investire nel Dogecoin ?

Chi investe in valuta digitale ne ha sicuramente già sentito parlare se non altro perché questa simpatica moneta sembra nata con il solo scopo di creare un diversivo. Ma questa non è affatto una buona ragione per sottovalutarla, anche se prima di investire ci sono tre considerazioni importanti da fare. Vediamo quali sono.

Non farsi scoraggiare nella voglia di investire

Chi compra i Dogecoin spera di veder crescere il valore del token digitale. Quest’ultimo ha già avuto un incremento superiore al 12% nell’ultimo anno, ma certezze per chi investe non ce ne sono. Si tratta di nutrire fiducia, proprio come sostiene il professore di economia Bruce Mizrach della Rutgers School of Art and Sciences di New Brunswick, secondo il quale non è raro comprare beni sopravvalutati aspettandosi un ulteriore aumento di prezzo.

Del resto, quando sono tanti gli investitori a buttarsi su un investimento che sta vivendo un incremento, generalmente si arriva tardi per i buoni affari. E allora cosa si dovrebbe fare? Chi sostiene che il Dogecoin sia una moneta effimera e che investirci non porterà a niente di concreto, non ha termini sicuri per affermarlo e quindi andrebbe schivato.

Non pensare di saperne di meno

Investire in criptovalute genera spesso la paura del “fear of missing out” che con l’acronimo FIMO indica letteralmente la paura di essere esclusi dall’occasione di business. Le buone notizie già in circolazione, parlano di persone che grazie ai Dogecoin hanno comprato case e immobili. Come fare quando l’investitore si convince di saperne sempre meno degli altri? È un modo di agire irrazionale, che secondo il professor Kent Baker dell’American University, è sicuramente sbagliato.

Non guardare ai Dogecoin come alle Azioni

I tipici connotati degli investimenti azionistici, come il rapporto prezzo-utili, non esistono quando si parla di Dogecoin. Non si conosce il reale valore di questi gettoni digitali e c’è smarrimento su come fare per vendere e comprare. Inoltre, non è chiaro come preservare i token da azioni di hackeraggio e come comportarsi sulle questioni fiscali. Per tutte queste motivazioni, gli esperti sono compatti nel consigliare di non investire sui Dogecoin con cifre superiori alle proprie capacità di rischio.

Lascia un commento

Il 68% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.