Migliori Broker spread bassi: broker con zero spread

Per poter stabilire gli spread più bassi a partire da zero spread occorre effettuare un lavoro di comparazione tra i vari broker in modo da ricavare risultati oggettivi che possono incidere sulla qualità della nostra attività di trading online. A tal proposito lo spread, conosciuto anche come differenza di quotazione tra diversi titoli di stato è un indicatore che può farci capire la reale salute di un’economia in una prospettiva preventiva.

Nel confronto tra i vari broker con spread bassi regolamentati occorre prendere come punto di riferimento le 3 coppie più scambiate e quindi EUR/UD, GBP/USD e USD/JPY in modo da verificare il loro effettivo andamento su più fronti. Tenendo bene a mente che il carattere multifunzionale di un broker può considerarsi un vantaggio nella valutazione di uno spread. A tal proposito in questo breve intervento cercheremo di fare chiarezza sull’individuazione degli spread più bassi in modo da dare la possibilità anche a coloro che non hanno un’adeguata preparazione sul tema. 

Nel momento in cui effettuiamo questa necessaria comparazione dobbiamo ricordarci che gli spread indicati sono frutto di una media delle ultime 2 settimane, week end esclusi e sulla base della loro tipologia possiamo determinare un tipo di valore che possiamo scegliere di seguire oppure no. 

E’ chiaro che quando ci confrontiamo con questi valori dobbiamo partire dal presupposto che essi non ci informano sulla effettiva qualità di esecuzione dei nostri titoli perché nella loro valutazione escludono lo slippage e qualsiasi altra eventuale commissione applicata dal broker. Per questo oltre alle nostre indicazioni occorre poi fare una comparazione con le varie recensioni per poter capire meglio in che modi rispettano fattori come la sicurezza e il supporto. 

Perché gli spread si alzano e perché sono più alti di quelli inizialmente pubblicizzati?

Per spegnere qualsiasi dubbio dobbiamo chiarire un punto che per molti è davvero oscuro. Stiamo parlando della pratica legata al rialzo degli spread rispetto a quelli inizialmente pubblicati. Questo succede per le condizioni della negoziazione che provocano di fatto una scollatura tra spread reali e quelli pubblicizzati. In sostanza durante l’alzamento della volatilità del mercato gli spread variabili subiscono una serie di influenze e vanno dunque ad allargarsi per tutti i tipi di broker presenti nel sistema. Questa situazione provoca un effetto a catena che porta i trader a loro volta a dover gestire spread più alti rispetto alle aspettative del mercato. In siffatto contesto le differenze nella gestione di questo valore modificato determinata la qualità di quello specifico spread nella sua rivalutazione a livelli più alti. 

Nella pratica se decidiamo di negoziare su un broker ECN con spread variabili per forza di cose dobbiamo maneggiare spread più bassi se il volume di trading aumenta. Tenendo bene a mente che in queste condizioni il valore dello spread può essere quotato a zero (zero spread). Affidandoci poi nella negoziazione a broker market maker (dealing desk) vediamo in che modo possiamo perfettamente gestire gli spread variabili che non scendono mai e possono dunque solo aumentare. Discorso differente per gli spread fissi che malgrado la loro definizione tecnica sono invece soggetti a modifiche e variazioni. Su questa lunghezza d’onda l’esperienza del broker può fare la differenza dato che gli spread fissi possono essere facilmente raggiungibili da chi li sa gestire e rappresentano una garanzia perché sono in grado di offrire una maggiore stabilità. 

Su questo tema si gioca la comparazione con tutti i broker che sulla base sono i primi ad offrire spread fissi ma poi questi subiscono delle variazioni per via del dinamismo frenetico del mercato, specie quando vengono annunciati provvedimenti governativi in occasione di importanti scelte sulla gestione del tasso di interesse o di disoccupazione. In quel contesto altri fattori esterni come gli indici dei prezzi di consumo come anche le vendite al dettaglio possono incidere negativamente sulla stabilità degli spread che perdono di fatto la loro sicurezza perché non sono più fissi. In generale essi aumentano e cambiano assetto durante i giorni non lavorativi e nelle ore notturne dove c’è un minor scambio azionario. 

Nella scelta del miglior broker nella gestione e nella indicazione degli spread più bassi occorre partire dal presupposto che essi gestiscono conti Mini e Standard. Quando lo spread su questi account differisce dobbiamo controllare la colonna “commissioni” che va ad indicare le modalità con cui il broker ha applicato delle commissioni sul trading (dealing desk) o no (no dealing desk) determinando una variazione che rende lo spread differente dalla fase iniziale. 

Conclusione

Per stabilire quali siano gli spread più bassi dobbiamo affidarci ad un buon broker che sappia controllare le variazioni del mercato che possono di fatto rendere le contrattazioni più dinamiche del previsto andando a trasformare gli spread fissi in indicatori variabili. Questa eventualità può essere solo compensata con pratica ed esperienza in modo da capire come fa fruttare uno spread alto senza che vi sia una variazione sul suo valore. Su questa lunghezza d’onda deve essere chiaro un concetto: uno spread variabile ci priva della possibilità di prevedere l’andamento del nostro titolo sul mercato.

Come investitori dobbiamo pretendere dal nostro broker certezze e sicurezze sulle quali basarci per affrontare una miglior attività di trading online. Gli spread alti incidono sul tipo di intervento che vogliamo effettuare. Sapere quali si assesteranno sulle nostre aspettative è un vantaggio, ma dobbiamo anche saper gestire il fattore variabilità per un approccio mirato ed ottimizzato senza sorprese. Arrivati a questo punto possiamo scegliere il broker più preparato che sappia intervenire in caso di variazioni improvvise. 

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