I volumi di scambio tra il rublo russo e Bitcoin sono aumentati ai massimi

Attualmente i volumi dei BTC che sono stati denominati in rubli sono saliti a nuovi massimi da 9 mesi. Si tratta di un esito inaspettato considerando gli stravolgimenti dei mercati globali. Di conseguenza questo nuovo scenario finanziario in merito allo sviluppo digitale dell’economia nazionale merita un approfondimento oltre ad offrire una visione alternativa del conflitto bellico iniziato con l‘invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Secondo Kaiko, un noto fornitore di ricerca sulle criptovalute, il volume dei BTC cambiato in rubli (RUB) ha incontrato un incremento interessante riuscendo a salire sui 1,5 miliardi di RUB raggiungendo il massimo da maggio. Si tratta di un’impennata non solo inaspettata ma anche molto costruttiva perché consente di fare delle previsioni più attendibili sul futuro dell’economia globale. Non solo Binance e quindi la piattaforma dove è incrementata la domanda, ma gli stessi BTC che vengono ora scambiato ad una cifra ragionevole, alzando la prestazione di mercato.

L’attività si è concentrata sulla coppia BTC-UAH che ora vengono scambiati solo su due piattaforme come Binance e LocalBitcoin. Non si tratta di eventi sporadici ma di tendenze costanti osservate per esempio nei volumi di scambio di tether-rublo e tether-grivna, in cui ha potuto operare Tether (USDT), una moneta che sta dimostrando una grande stabilità sul campo con una caratteristica unica nel suo genere: la stabilità dei prezzi nel mondo volatile delle criptovalute . In questo modo posso mantenere nello stesso tempo un legame 1:1 con il dollaro USA. Un altro elemento che emerge analizzando i dati di Kaiko è quello relativo al volume degli scambi USDT/RUB che attualmente è salito al massimo di otto mesi di 1,3 miliardi di RUB.

In pratica l’incremento è arrivato non appena gli investitori hanno pensato bene di uscire dal rublo, con la paura di ricevere sanzioni ancora più dure da parte dell’Occidente. Ecco perché si è verificato questo picco nel volume degli scambi di criptovalute. Così come conseguenza la valuta russa è precipitata estendendo la caduta di un altro 28% all’inizio di lunedì. Con poche sessioni ha raggiunto il minimo storico di 118 per dollaro. In particolare l’oro ma anche i titoli di stato americani, dollaro USA e franco svizzero sono stati presi d’assalto e dunque individuati come bene rifugio dalle sanzioni.

A questo punto bisogna capire in che modo le ultime misure punitive contro la Russia possono cambiare il corso dell’economia digitale. Qui non parliamo di semplice fuga verso un bene rifugio, ma di un blocco difficile da arginare per le banche che saranno dunque impossibilitate ad accedere alla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT), quella che autorizza le transazioni finanziarie globali. Infatti questa sanzione è il banco di prova della nuova strategia di Putin, dopo questa proposta nulla sarà come prima. Per questo motivo bisogna fare in fretta e dare la possibilità ai cittadini di entrambe le parti di scegliere da che parte stare in nome della libertà.

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