Crypto Fear & Greed: il rimbalzo dell’indice di riferimento

Secondo gli analisti gli investitori stanno operando in un clima di forte ottimismo sul campo. Questa percezione è favorita dai dati degli indicatori e in particolare del Crypto Fear & Greed che ha raggiunto il massimo da novembre 2021. In sintesi se l’indicatore chiave del sentiment del mercato suggerisce che l’andamento delle criptovalute potrebbe prendersi una pausa accelerando una trasformazione, allora significa che bisogna prepararsi. Tutto questo accade dopo che i BTC hanno registrato un vertiginoso aumento che è durato per 2 settimane. Di conseguenza è naturale consultare gli indici per capire quanto durerà questo incremento.

Il sentiment del mercato digitale suggerisce un consolidamento

Il rimbalzo del 70,6, il massimo da novembre 2021, di Crypto Fear & Greed è un segnale inequivocabile di un rallentamento che però può essere anche letto come un consolidamento più che come una pausa. Come sappiamo questo indice chiave che varia da 0 a 100, utilizza diversi parametri, tra cui lo slancio del mercato, la volatilità , il volume e i social media, per analizzare e misurare il sentiment del mercato le criptovalute, laddove più alto è il punteggio, maggiore è la fiducia degli investitori nelle prospettive del bitcoin.

Sulla carta è evidente che i trader più esperti preferiscono acquistare quando l’indice segnala una paura estrema per poi diventare più cauti quando segnala l’avidità degli investitori. In altre parole, i Bitcoin (BTC) potrebbero vedere una pausa nella corsa rialzista dopo aver guadagnato il 28% in meno di due settimane. Si tratta però di un momento comunque favorevole dove possiamo blindare i traguardi evitando di vanificare i successi sul campo.


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Su questa lunghezza d’onda per meglio comprendere l’importante di un indice del genere possiamo rapportarlo all’indice di forza relativa come l’RSI che mostra una lettura superiore a 70, o ipercomprato. I valori di ipercomprato sull’RSI spesso presagiscono momenti di mercato rialzista. In quest’ottica possiamo capire in che modo i valori di questi 2 indicatori possono anticipare l’andamento dei BTC, che proprio in questa settimana ha toccato il massimo di 17 mesi sopra i 35.000 dollari sulla scia della speculazione spot sugli ETF. Tenendo bene a mente che proprio in questo mese la capitalizzazione di mercato totale di tutte le criptovalute è salita a 1,26 trilioni di dollari da 1,01 trilioni di dollari.

Di conseguenza anche se Crypto Fear & Greed suggerisce una pausa alla veloce corsa, è la qualità del sentiment a descrivere l’orientamento degli investitori. Il loro ottimismo è palpabile dopo essere riusciti a raggiungere nuovi picchi in così breve tempo. In siffatto contesto è ritornato il sereno tra gli investitori che ora hanno nuovamente fiducia nel prezzo dei BTC dopo un periodo altalenante di alti e bassi sempre sull’orlo del rischio. Di contro è lecita la paura di chi ritiene che questa pausa possa interrompere il flusso rialzista, ma quello che bisogna capire è che questo indice ha un valore strategico perché può aiutare gli investitori a scegliere il momento di intervento o di rottura. D’altronde si sa un investitore responsabile cerca sempre dei dati di supporto che possono aiutarlo a capire quando conviene acquistare o vendere senza particolari rischi.

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