Il Giappone in bilico sull’apertura alle crypto | Il Governo giapponese allenta le regole fiscali

Il Governo giapponese sta varando una serie di misure per implementare il mercato con una proposta di avvio di riforma fiscale con lo scopo di promuovere la crescita delle criptovalute nel Paese. Si tratta di un’azione controbilanciata dall’iniziativa della Financial Stability Oversight Council degli Stati Uniti che ha suggerito di agire contro il sistema crypto a seguire del crollo di FTX. In effetti con la perdita di circa 46,4 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore è avanzata la possibilità di un rischio drammatico per le finanze con l’adozione delle criptovalute, anche se restano ancora una serie di vantaggi sul piano economico da non sottovalutare.

Mercato giapponese: le criptovalute sono ancora una parte vitale della crescita economica del Sol Levante?

Fino ad un mese fa il sistema crypto era uno dei più attivi nel Sol Levante, considerato una risorsa economica del Paese, ma con i recenti accertamenti da parte degli organi finanziari americani, ora c’è il rischio di perdere questa leadership. In tal senso si sono attivate una serie di procedure per favorire il massimo controllo sulle criptovalute nel Paese dopo la caduta rovinosa di FTX che ha lottato per riprendersi ma senza riuscire nel suo intento. In siffatto contesto spicca l’ultima decisione presa dal Governo circa l’allentamento delle regole fiscali nell’economia giapponese.

Nello specifico il comitato fiscale del Partito Liberal Democratico (LDP) giapponese, in una riunione del 15 dicembre, ha deliberato una serie di iniziative sulle riforme fiscali. Tra queste si fa notare una in particolare frutto di una discussione sulla tassa crittografica del 30%, che secondo molti è stato un ostacolo alla crescita economica più rapida del Paese. Per ora il comitato ha deciso di promuovere un progetto che mira sostanzialmente a rimuovere questa tassa sui guadagni delle società di criptovalute dall’emissione o dai token di custodia con lo scopo di favorire una maggiore implementazione con le finanze tradizionali. A causa di questa vecchia tassa molte aziende hanno lasciato il Paese e hanno trasferito la propria attività altrove.

Lo scopo di questa facilitazione operativa è quello di favorire nell’immediato una crescita dei settori tecnologico e finanziario. Nel frattempo però gli Stati Uniti vanno dritti al punto continuando nella loro opera di regolamentazione con il Consiglio per la supervisione della stabilità finanziaria degli Stati Uniti (FSOC) che ha deciso di intervenire nell’immediato in situazioni operative promiscue citando il crollo di FTX in merito al rapporto annuali sulle perdite e sui rischi riscontrati dal mercato finanziario digitale.

Nella nota da loro pubblicata si legge che oramai il sistema crypto è un rischio indelebile sugli investitori a causa della natura speculativa ma soprattutto volatile di questo mercato fatto più di rischi che di vantaggi. Questo è il motivo per cui è così importante rendere conformi gli intermediari e gli emittenti di token di titoli crittografici. Di conseguenza si intende intervenire per evitare che questi rischi derivanti dai mercati delle criptovalute possano essere diffusi nel settore finanziario tradizionale innescando un pesante e drammatico effetto domino. A questo punto in merito alle decisioni della FSOC cosa farà il Governo giapponese? Continuerà il suo piano di facilitazione del trading online?

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