Guida Tron (TRX): cos’è e come funziona

TRON è un network che ha le idee chiare perché mira ad offrire una blockachain capace di assicurare sempre transazioni rapide e sicure. Da questo punto di vista è un progetto finanziario completo laddove troviamo diversi servizi operativi con lo scopo di favorire investimenti agili ma caratterizzati in ogni situazione da una totale trasparenza. La sua forza sta nella qualità tecnica della sua blockchain in grado di garantire un alto numero di transazioni al secondo. Inoltre un aspetto che piace molto agli investitori è la sua resilienza dato che riesce sempre a restare tra le chain di maggior capitalizzazione nonostante abbiamo già subito 2 cicli bullish.

TRON (TRX)

Siamo quindi di fronte ad un network scalabile ed economico dal grande rilievo funzionale che punta tutto sulla decentralizzazione con una finestra aperta al mondo del gaming e dei social. In siffatto contesto sarebbe riduttivo dire semplicemente che è una risorsa per coloro che cercano velocità ed economicità, perché TRON è qualcosa di più a fronte del suo variegato pacchetto funzionale caratterizzato da numerose applicazioni.

Successivamente nella guida che abbiamo preparato per voi andremo ad approfondire il suo potenziale per poi addentrarci in una serie di informazioni tecniche che si riveleranno molto utili per capire i suoi vantaggi ma anche i suoi punti deboli. Spazio anche alla sua coin, TRX, che è a conti fatti un elemento centrale dell’intero progetto come la stablecoin USDD, finita sotto la lente di ingrandimento per la pericolosa somiglianza con Terra USD. A quel punto ci soffermeremo su una serie di protocolli ad esso disponibili in modo da capire i suoi relativi casi d’uso.

Che cos’è TRON?

TRON è una blockchain dal carattere pratico e multifunzionale. La sua creazione è avvenuta circa 6 anni da un’idea di Justin Sun, un giovane e talentuoso imprenditore cinese che getto le basi di una TRON Foundation e quindi la struttura del progetto per intero. Dopo un anno fu lanciata la testnet, corredata da un wallet dedicato, e poi fu la volta della blockchain, che entrò in funzione nel maggio dello scorso anno. Successivamente c’è stata l’implementazione del token ERC-20 su Ethereum che fu poi spostata su TRON diventando a pieno titolo libera e indipendente.

Ad alzare poi la posta in gioco c’è stata l’integrazione con BitTorrent, il famoso servizio web3 che ha dato un’ulteriore spinta all’asset favorendo la decentralizzazione totale del web ampliando le possibilità di intervento della sua blockchain di riferimento. Tenendo bene a mente che TRON non supporta solo gli smart contract ma anche le DApp finanziarie e le piattaforme NFT. Con queste caratteristiche tecniche TRON si pone come uno dei network di riferimento per il futuro specialmente per la sua relazione con il mondo del gaming e social. Molti però di questi aspetti sono in modalità work in progress e di conseguenza in attesa che si concretizzino queste potenzialità, facciamo il punto sulla tecnologia alla base della chain.

Quale tecnologia è alla base di TRON?

La blockchain di TRON usa l’algoritmo di consenso Delegated Proof-of-Stake che a conti fatti viene considerato un ottimo compromesso tra sicurezza e scalabilità. Anche se c’è solo un problema da affrontare: i validatori più bravi raggiungendo rapidamente alti livelli di reputazione vengono premiati costituendo una ristretta cerchia di eletti che va a contrastare con l’idea di decentralizzazione. Di conseguenza ci sono alcune criticità che impediscono la piena applicazione della sua originaria ispirazione.


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La velocità delle sue transazioni è relativa. Sicuramente è inferiore ad altri progetti ma c’è ancora da lavorare dato che parliamo di 2000 transazioni. Ciò vuol dire che non è la blockchain più veloce in assoluto ma si può migliorare. In compenso il costo in gas fee è davvero irrisorio, il che rende TRON un’ottima scelta per coloro che stanno cercando un network economico. Quanto alla struttura della chain sappiamo che è di tipo modulare e quindi vuol dire che ci sono tanti core modules che interagiscono fra loro, così da rendere più efficiente il funzionamento generale. Fra questi troviamo la TRON Virtual Machine che è alla base delle applicazioni del network.

Come possiamo giudicare la Roadmap di TRON?

Prima di addentrarci in un’analisi sulle potenzialità della sua coin di riferimento abbiamo approfondito il valore tecnico della sua roadmap che si presenta solida e convincente. Sviluppata su 10 anni, prevede diverse tappe chiave che culmineranno nel lancio di una piattaforma di gaming. Le condizioni ci sono tutte considerando che nel 2021 il network è diventato completamente decentralizzato.

Questo vuol dire che tutte le decisioni vengono prese dalla community grazie alla TRON DAO. Di contro il punto critico risiede proprio qui: chi ha più fondi, ha un maggior peso decisionale mettendo quindi in discussione l’idea stessa della decentralizzazione. Il problema è diffuso anche su altre blockchain di questo tipo, quello che però possiamo sperare è che nel tempo si vada a migliorare quest’aspetto.

TRX Coin: caratteristiche tecniche

Inizialmente partito come un token ERC-20 su Ethereum è diventato poi un asset a pieno titolo con la sua struttura di riferimento. Non ha però ha una supply massima e quindi fin da subito viene a mancare quell’elemento indispensabile per creare scarsità nell’offerta. Il metodo di rilascio è semplice: ad ogni blocco ne viene minata una certa quantità. In tal sappiamo che al momento sono in circolazione circa 92 miliardi di esemplari con un intervento di burn variabile, basato sulle transazioni, che potrebbe verificarsi a breve.

Quali sono i casi d’uso di TRX?

Innanzitutto può essere usata come metodo di pagamento delle gas fee. Di conseguenza l’incremento della sua fruibilità va di pari passo con la domanda di TRX. Inoltre viene impiegata per pagare le commissioni di trading e anche di prelievo sull’exchange Poloniex, in merito alle operazioni relative alla coin stessa. Senza dimenticare che TRX TRON è anche una valuta che consente di avere dei diritti di voto in fase di governance in una realtà che mette la community al centro dell’attività.

Dato però che il sistema non è molto democratico. perché come abbiamo visto chi detiene più coin ha potere, si è costretti ad acquistare grandi quantità di TRX per avere un certo peso, e così gli investitori più piccoli non hanno molta voce in capitolo. Concludiamo la lista dei casi d’uso con il semplice impiego di TRX come normale mezzo di pagamento a fronte di commissioni piuttosto irrisorie e una comprovata rapidità nell’esecuzione delle transazioni. Tenendo bene a mente che questa coin può essere messa in staking nella massima usabilità.

Stablecoin USDD

USDD non è altro che la stablecoin dell’ecosistema TRON. Essa come tutte le altre in circolazione è una crypto che mantiene il proprio valore legato a un altro asset, come il dollaro americano. Da questo punto di vista è una sicurezza, perché in questo modo la volatilità viene azzerata. In merito alle sue creazioni ci sono state alcune speculazioni con tanto di accuse sulla sua presunta pericolosità per via della sua somiglianza a Terra USD (UST).

In realtà questa coin condivide con UST solo il fatto di essere algoritmica. In questo modo il mantenimento del peg viene regolato da meccanismi sviluppati appositamente. L’unica differenza è nelle riserve. In pratica mentre UST dispone di una quantità di fondi non sufficienti a coprirne l’intero valore, USDD è una stablecoin overcollateralized, dotata quindi di capitali che fanno da garanzia. Con questo non vogliamo dire che Tron USDD non sia priva di rischi, anzi in realtà nessuna coin si muove in una situazione risk free. Se investiamo su USDD ci si espone inevitabilmente a dei pericoli. Più cresce l’interesse, più aumenta il rischio, perché in pratica crescono i relativi capitali.

Ecosistema TRON: la DeFi

Se guardiamo alla sua DeFi tocchiamo con mano la sua effettiva stabilità. In effetti siamo di fronte ad un ecosistema dall’elevato consolidamento sia a livello di capitalizzazione che di protocolli ospitati. Tutto merito del suo pacchetto multifunzionale che gli consente di operare su diverse piattaforme. Scopriamole insieme!

  • JustLend: è uno specifico protocollo dedicato al lending, nonché il numero 1 assoluto come capitalizzazione a novembre dello scorso anno. Sulla carta è considerato il rivale di AAVE, Compound e Tectonic. E’ perfetto per depositare crypto e generare interessi ma soprattutto per prendere in prestito altre coin e token. Qui liquidità e volumi sono elevati.
  • JustStables è una piattaforma alla MakerDAO, responsabile di un’altra stablecoin sempre della famiglia di TRON,USDJ. Qui il peg è abbastanza stabile e si discosta solo di pochi centesimi.
  • SUN invece è pensato per lo stablecoin swap ma anche per la generazione di rendita e la governance di TRON. Insomma si può accedere a diverse funzioni: Swap di stablecoin e altre crypto, fra cui TRX e BTT. In sostanza segue la via tracciata da uno dei più famosi protocolli di finanza decentralizzata come Curve. Abbiamo quindi un’offerta interessante anche se la scelta è piuttosto limitata.

Come acquistare TRON TRX?

Sulla carta la coin TRX TRON è tra le crypto più capitalizzate in assoluto e possiamo tranquillamente acquistarla sull’exchange. In particolar modo sappiamo che Binance propone diverse coppie di scambio, tra cui quelle con BUSD, BTC ed ETH. Su questa lunghezza d’onda anche OKX offre ampio spazio a TRX, laddove è listata e scambiabile con le principali valute e stablecoin. Senza dimenticare BitMEX! Tutti gli exchange che abbiamo citato offrono il massimo dell’operatività. Nello specifico BitMEX fa dei derivati il suo pilastri mentre Binance è invece un ottimo allround exchange. Per ciò che concerne le realtà decentralizzate possiamo scegliere tra la nota piattaforma multifunzionale PancakeSwap e SUN, protocollo nativo della blockchain TRON.

Leggi anche: Come comprare TRX

Il prezzo di TRON TRX: le previsioni

Le dinamiche operative di TRX raccontano una dei suoi punti di forza: la sua capacità di resistere agli urti dei ribassisti. In tal senso abbiamo visto più volte il prezzo di TRON tentare di superare un livello di resistenza per la terza volta quest’anno. Un altro fallimento potrebbe rivelarsi costoso per i detentori di TRX, ma un breakout potrebbe innescare un massiccio trend rialzista.


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In compenso siamo di fronte ad un token in continua espansione. Di conseguenza riesce sempre a trovare un modo per rialzarsi. Ora però deve affrontare una scelta difficile dopo aver creato un intervallo che si estende da $ 0,0466 a $ 0,0862. Da allora, TRX ha tentato di superare il massimo dell’intervallo due volte, a giugno e luglio 2023, ma non ci è riuscito. Il rifiuto ha portato entrambe le volte a una forte correzione.

D’altra parte, se il prezzo di TRON dovesse affrontare un rifiuto con RSI e AO che producessero divergenze, ciò segnalerebbe un calo dello slancio rialzista. In tal caso, TRX potrebbe tenere d’occhio la liquidità lato vendita che riposa al di sotto dei minimi oscillanti del 17 agosto, 9 giugno e 11 marzo rispettivamente a $ 0,0718, $ 0,0644 e $ 0,0548. In ogni caso siamo di fronte ad un token che non si lascia abbattere dalle difficoltà ma trova sempre il pretesto per tornare in superficie dopo periodi oscuri. La sua forza sta tutta nella resistenza.

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Conclusioni

Eccoci finalmente alle conclusioni dopo aver analizzato nel dettaglio tutte le sue effettive potenzialità. Sulla carta TRON si rivela un progetto ambizioso con uno scopo ben preciso: decentralizzare il web, anche se ci sono una serie di contraddizioni nei suoi strumenti che bisognerebbe migliorare. Il traguardo non è semplice ma qui ci sono delle procedure che fanno pensare tutto tranne che ad una decentralizzazione. Di contro disporre di più coin per avere un maggior peso può avere i suoi vantaggi anche se non è molto democratico. Di contro l’ecosistema si presenta come una realtà vivace che raccoglie molto interesse. La sua blockchain è tecnologicamente valida: rapida, sicura e scalabile.