Guida THORChain: cos’è e come funziona RUNE

THORChain è una realtà finanziaria ben collaudata perché supportata da un protocollo di liquidità decentralizzato cross-chain che nella sostanza permette agli investitori di scambiare asset tra network di blockchain. Da questo punto di vista si pone come un’ottima base per sfruttare le potenzialità del modello di market maker automatizzato (AMM), utile per depositare una determinata quota di criptovalute in un cosiddetto pool di liquidità. Per eseguire trading i partecipanti utilizzano quindi i fondi nel pool, laddove le criptovalute fungono da coppie. Tutto merito dei protocolli DeFi che consentono agli utenti di scambiare asset in modo peer-to-peer e decentralizzato. Anche se comunque la maggior parte degli AMM può favorire operazioni di trading all’interno di un unico network di blockchain come succede per Ethereum.

THORChain: cos'è e come funziona

Che cos’è THORChain (RUNE)

THORChain è un’infrastruttura pratica e funzionale che dà vita a un DEX multi-chain nativo in cui gli asset wrappati e sintetici non sono necessari per scambiare crypto tra network diversi, dato che questo sistema favorisce il passaggio in maniera integrativa. Tutto merito della natura del suo funzionamento decentralizzato di tipo AMM (Automated Market Maker). Questo vuol dire che non c’è nessun order book, tutto è governato da specifici algoritmi e pool di liquidità. Per questo motivo è stato più volte comparato a Uniswap. Nello specifico i pool hanno la particolarità di ospitare sempre il 50% del valore in RUNE, la coin di THORChain e di conseguenza ci saranno coppie tipo BTC-RUNE, ETH-RUNE, AVAX-RUNE e via dicendo.

Per meglio comprendere la funzionalità madre di THORChain è importante ricordare che si tratta di un backend del DEX AMM, evidente durante l’usabilità di questo network che avviene mediante delle interfacce differenti, fra cui spicca il portale THORSwap  come del resto fa anche Serum che dispone di vari portali che lo integrano, come Raydium per esempio. Sulla carta deve essere considerata una blockchain a tutti gli effetti, creata sfruttando il celebre Cosmos SDK. Questo vuol dire che anziché costruire tutto da zero, il team di sviluppo ha preso un pacchetto preconfezionato ed espandibile tramite moduli dedicati.

Ovviamente dato che stiamo parlando di un progetto molto complesso è naturale che i rischi siano superiori a quelli di altre realtà. Infatti il network ha una storia di attacchi non invidiabile, ora la situazione è migliorata ma occorre sempre avere la giusta attenzione. Su questa lunghezza d’onda sul sito thorchain.org contiene informazioni per approfondire ancor di più questo tema relativo alla sicurezza e alla trasparenza. Ora è arrivato il momento di scoprire i vari passaggi che avvengono in uno swap fra due criptovalute di blockchain differenti.

Qual è l’obiettivo di THORChain?

Tentare di rivoluzionare il sistema dello swap crypto con lo scopo di scambiare una coin da una blockchain all’altra è l’obiettivo primario di THORChain. In effetti questo sistema rappresenta un vantaggio dato che spesso nella finanza decentralizzata (e non solo) capita frequentemente di dover spostare una coin o token tra network differenti. Ad esempio, potremmo voler muovere Bitcoin su chain Ethereum, oppure quest’ultimo su Solana.

THORChain ha trovato una soluzione per superare l’ostacolo legato allo swap che fino a qualche tempo fa necessitava dell’utilizzo dei token sintetici e wrappati, ovvero degli asset che seguono l’andamento del prezzo di un altro token come accade per WBTC che è il principale sostituto di BTC all’esterno della blockchain, oppure quello che succede per ETH su Solana che diventa soETH. In pratica ogni crypto aveva il suo corrispettivo anche su altre chain.


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Per essere degli ottimi token sintetici devono disporre di un collaterale che ne garantisce il valore. Ecco perché vengono stipulati speciali contratti da usare per accumulare le somme destinate alla copertura. A rendere questa procedura difficoltosa sono una serie di ostacoli dato che spesso i contratti vengono attaccati e talvolta la piattaforma che li ospita ha dei bug o fallisce. Fortunatamente è arrivato THORChain a superare questo ostacolo.

Swap su THORChain

Fare swap su THORChain è molto semplice in virtù di un meccanismo operativo pratico e semplificato. Poniamo di voler scambiare Bitcoin per Ethereum. Il primo passaggio si svolgerà sulla piattaforma dei BTC laddove dobbiamo inviare l’ammontare all’address che ci verrà indicato.

Necessariamente in questa fase dobbiamo interagire con una sorta di vault BTC. Solo allora i nodi validatori si mettono all’opera, analizzando tutti i movimenti in entrata e dunque incrociando i dati a disposizione. A questo punto la procedura si conclude con l’invio di ETH al nostro wallet.

Tenendo bene a mente che anche gli Ether sono depositati in un vault riservato. Discorso diverso per le gas fee dato che interagendo con due blockchain differenti dovremo pagarle su entrambe. I costi variano: in alcuni casi saranno irrisori, in altri più significativi. In siffatto contesto possiamo immaginare THORChain come una sorta di coordinatore: elimina i bridge, gli asset wrappati e sintetici, le procedure di KYC sugli exchange e riduce le commissioni elevate.

Nodi validatori di THORChain

Nodi validatori di THORChain

Secondo un’attenta analisi il loro numero attuale è 46, con altri 26 in standby. Attenzione però creare il proprio nodo validatore non è così semplice. Il problema principale sta nella quantità di RUNE da depositare che ci consentono attivamente al network. Questo perché la lista di attesa premia gli importi maggiori. Questo vuol dire che è impossibile dare vita a un nodo senza un investimento solido. Inoltre nel calcolo bisogna ricordare che l’intera somma degli importi depositati dai validatori (Bond) deve coprire comunque la liquidità nei pool. Per questo motivo potrebbe nascere l’esigenza di dover aggiungere RUNE nel caso cambiano le condizioni operative.

Su questa lunghezza d’onda in aiuto dovrebbe esserci il supporto della decentralizzazione che purtroppo non brilla particolarmente su questo network visto che è previsto un numero di nodi ridotto appesantito dalle barriere d’ingresso che non aiutano di certo. Di contro se la decentralizzazione viene meno, vi è la nota positiva dell’efficienza. Di conseguenza meno nodi vorrà dire meno problemi.

Quello che bisogna capire è che ogni validatore ha pieno interesse a far sì che le transazioni siano corrette. In caso contrario scatta una punizione chiamata slashing che ammonta a 1.5X della somma di interesse. Per esempio, se un nodo prova a rubare o far passare qualcosa di errato per una somma di 1000$, vedrebbe sottratti 1000 x 1.5 = 1500$ dal proprio bond. Lo scopo è di  disincentivare qualsiasi malintenzionato a procedere. Quanto ai guadagni, i validatori hanno ovviamente diritto a un certo ritorno con una percentuale di rendita che varia in funzione dei depositi.

In siffatto contesto il meccanismo che contribuisce a regolare le reward si chiama Incentive Pendulum. Il suo obiettivo è far oscillare le rendite in maniera funzionale. Se i fondi in un pool di liquidità incrementano improvvisamente, allora aumenterà la reward per i validatori e decrescerà quella per gli staker. In questo modo si incentivano e disincentivano gli squlibri riportando tutto in una dimensione di stabilità. Mentre un approccio estremo è quello favorito dal concetto di Churning e cioè l’atto che porta alla sostituzione forzata o volontaria di un nodo validatore. A esso ne subentrerà uno tra quelli in standby, nello specifico il primo della lista di attesa. Tenendo bene a mente che per ogni tot vi è un eventuale ricambio.

Casi d’uso e tokenomics RUNE

Metriche RUNE
Fonte: https://www.thorchain.com/rune

Ora è arrivato il momento di conoscere nel dettaglio RUNE, la coin nativa di THORChain. La sua supply massima è di 500 milioni di esemplari, di cui 330 in circolazione. La sua emissione segue una curva che ha una dinamica altalenante: alta inflazione nei primi mesi per poi decrescere sempre più. Di conseguenza dobbiamo tenere conto di questa caratteristica nel momento in cui decidiamo di investirci in base a strategie di nostro interesse. Per capire se vale la pena investirci dobbiamo guardare ai suoi casi d’uso.

RUNE è la coin con cui si pagano le gas fee per l’utilizzo di THORChain. Più il network viene impiegato, maggiore è la richiesta di questa crypto, mentre il caso d’uso più rilevante prende vita dal meccanismo che regola liquidità e funzionamento della chain. Sulla carta i tecnici ci ricordano che ogni pool di liquidità prevede che in abbinata con una coin ci sia RUNE. Ciò la rende indispensabile per chiunque volesse mettere a rendita uno o più asset. Anche per quanto riguarda i nodi validatori il valore è alto perché il bond da essi fornito è esclusivamente in RUNE; il totale dei bond deve coprire l’intera liquidità depositata.

THORChain: punti di forza e punti deboli

Come tutti i network dal funzionamento variegato ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi.


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PRO

1. Innovazione

La possibilità di scambiare coin e token di chain diverse senza l’utilizzo di asset sintetici è sicuramente una novità che è stata molto apprezzata dagli investitori contribuendo il più possibile a ridurre drasticamente i passaggi complessi. Al momento servono ancora molte rifiniture per renderlo a pieno titolo un prodotto fruibile per la massa. Secondo noi però la strada imboccata è quella giusta. Su questa lunghezza se THORChain riuscisse a raggiungere gli obiettivi prefissati diverrebbe la chain definitiva per lo swap crypto.

2. Team all’altezza

Il secondo punto di forza è il suo team che si rivela in qualsiasi momento all’altezza della situazione. I numerosi hack subiti in passato dal network sono sempre stati rimborsati a fronte di una comprovata serietà nella gestione degli ostacoli e degli imprevisti sul campo.

3. Visione

Un altro aspetto secondo noi favorevole è la visione di questo progetto su cui si fonda la sua prospettiva operativa. In tal senso dietro THORChain si cela la volontà di costruire un ecosistema DeFi completo chiamato THORfi. Una visione che se dovesse prendere forma porterebbe ulteriore valore all’intera blockchain. Su questa lunghezza d’onda sono già in circolazione i THORSynths, asset sintetici del network concepiti proprio per agevolare gli investimenti. Seguiranno poi una serie di implementazioni come lending, aggregatori e quanto altro serve per far crescere la finanza decentralizzata.

CONTRO

1. Ambizione e complessità

Come tutti i progetti ambiziosi ha una base operativa piuttosto complessa. Ciò rende la realizzazione dell’intera visione ardua, con i possibili ritardi e cambiamenti che ne derivano. Ovviamente questa complessità fa rima con criticità. Alzando l’asticella della difficoltà, seguirà a ruota quella relativa ai potenziali problemi. Di contro possiamo dire in difesa degli sviluppatori che si sta lavorando attivamente per riuscire a risolvere tanti ostacoli in modo da rendere il suo funzionamento alla portata di tutti.

Che cos’è THORSwap?

In pratica THORSswap è la principale interfaccia di THORChain. Essa è caratterizzata da numerose funzionalità molte delle quali accessibile con la DApp raggiungibile all’indirizzo app.thorswap.finance/dashboard. In alto a destra del portale troveremo il pulsante Connect, tramite cui collegare il nostro wallet. Inoltre tra i suoi vantaggi da segnalare il XDEFI Wallet, il software consigliato.

Volendo c’è anche la possibilità di utilizzare l’hardware wallet Ledger ma sicuramente con la modalità avanzata con lo scopo di migliorare la sicurezza delle nostre criptovalute. Sulla sinistra dello schermo troviamo invece il menù con tutti i suoi accessi come nelle altre piattaforme. Prima di spiegarvi nel dettaglio la funzione di ogni voce dobbiamo ribadire che THORSwap è un protocollo come tanti, non complesso e utilizzabile anche da persone meno esperte.

Quali sono le voci principali?

– SWAP: è la voce che ci permette di scambiare le nostre criptovalute con altre che desideriamo ricevere in tempo reale.

– DEPOSIT: anche questa voce risulta essere molto importante mediante la quale avremo modo di depositare coin nei pool di liquidità. In questo scenario se versiamo un solo asset la chain procederà in automatico a swapparne metà del valore con RUNE. 1000$ depositate in BTC? La piattaforma ne converte subito 500 in RUNE. Questo esito è dettato dal fatto che tutti i pool di liquidità sono composti da una coin e da una RUNE. Di conseguenza versando dei fondi dobbiamo tenere conto sempre di questo meccanismo di conversione.

– LIQUIDITY: è la voce che permette di gestire le posizioni aperte in maniera funzionale e intuitiva.

– WALLET: è la voce che consente di accedere al wallet di riferimento. Qui infatti possiamo visualizzare gli asset in nostro possesso nonché inviarli a un altro wallet ogni volta che vogliamo eseguire questo genere di operazioni.

– DASHBOARD: è la voce che ci permette di accedere all’area informativa della piattaforma. Al suo interno troviamo i dati relativi a TVL, liquidità, bond e via dicendo, tutti preziosi per avere un’idea sullo stato di salute del protocollo.

– THORYield: questa è invece la voce che ci da una serie di numeri su tutto ciò che riguarda THORChain. Si tratta di un’area di monitoraggio molto interessante. Una sorta di bussola su quello che l’investitore deve osservare per poter intervenire in maniera saggia e strategica.

– THORNode: accedendo a questa voce saremo in grado di informarci sui nodi validatori siano essi attivi o in standby.

– STAKING: è la voce di una delle funzioni più gettonate e cioè appunto quella dello staking. E’ la sezione che ci permetterà di mettere in stake il token THOR e ricevere sia una rendita passiva che degli sconti sulle commissioni.

Previsioni THORChain (RUNE)

Grafico THORChain
Fonte: https://it.tradingview.com/

Nelle ultime settimane abbiamo visto il prezzo di THORChain aumentare del 15% poiché RUNE nativa garantisce l’integrazione del portafoglio di autocustodia. Tutto questo succede in mezzo al clamore dell’aggiunta di RUNE nativa sul portafoglio di autocustodia Edge, semplificando la partecipazione ai protocolli THORChain decentralizzati. In siffatto contesto RUNE potrebbe estrapolare i guadagni del 10% per superare il range massimo a $ 6,679 prima di raggiungere il livello psicologico di $ 7,000. La tesi rialzista però può essere invalidata una volta che il prezzo romperà e chiuderà al di sotto del supporto di 5,221$.

Nel dettaglio sappiamo che il suo prezzo è attualmente scambiato con una tendenza rialzista, vantando un forte movimento verso l’alto mentre il prezzo del token del protocollo di liquidità decentralizzata continua a coprire più terreno. Arriva dopo un lungo periodo di consolidamento, e ora RUNE non si guarderà indietro, guidato da notizie rialziste sull’integrazione della rete orientata a migliorare la partecipazione ai protocolli THORChain decentralizzati.

In questo scenario rialzista RUNE non ha nessuna intenzione di fermarsi registrando un aumento del 15% rispetto al suo valore di mercato, insieme a un aumento del 50% nel volume degli scambi. Quando il prezzo e il volume degli scambi aumentano di pari passo, spesso ciò indica che l’asset sta guadagnando attenzione e quindi interesse tra gli acquirenti. Giustamente, grazie al portafoglio di auto-custodia, Edge, che integra RUNE, l’asset è tra le monete di tendenza. presentando opportunità di trading per i trader che possono cavalcare l’onda.

Per questo motivo le prospettive di RUNE sono elevate considerando l’obiettivo iniziale dei suoi sviluppatori. Su questa lunghezza d’onda gli Awesome Oscillators rimangono in territorio positivo, suggerendo che i rialzisti continuano a mantenere una presenza nel mercato RUNE. Una maggiore pressione di acquisto al di sopra dei livelli attuali, potrebbe vedere il prezzo di THORChain aiutandolo a superare il limite superiore e dunque favorendo una narrativa rialzista continuativa.

Domande Frequenti

Chi sono i fondatori di THORChain?

Secondo quanto dichiarato da un portavoce ufficiale di THORChain, la piattaforma si distingue per l’assenza di figure come amministratore delegato, fondatore o amministratore. Il progresso e l’evoluzione della piattaforma sono invece coordinati attraverso la piattaforma Gitlab.

È interessante notare che i membri attuali del team lavorativo sono per la maggior parte mantenuti nell’anonimato. Il portavoce di THORChain ha sottolineato che questa scelta è finalizzata a “preservare l’integrità del progetto e assicurare un processo di decentralizzazione senza ostacoli”.

Cosa rende unica THORChain?

THORChain adotta un approccio unico per affrontare la sfida delle “impermanent losses”, ovvero le perdite temporanee che i fornitori di liquidità possono subire contribuendo ai pool di liquidità. Questo obiettivo è raggiunto mediante l’implementazione di una commissione basata sullo slippage, garantendo così la preservazione della liquidità nei punti critici.

Oltre a ciò, THORChain sfrutta una combinazione di tecnologie innovative, tra cui i pegs statali, una macchina statale, il modulo Bifröst Signer e un protocollo TSS, agevolando senza intoppi gli scambi di token cross-chain. Tutto ciò avviene dietro le quinte, rendendo la piattaforma accessibile anche a coloro che sono meno esperti nel campo del trading.

Da sottolineare è il fatto che la piattaforma è concepita senza scopo di lucro. Le commissioni generate dal protocollo sono integralmente restituite agli utenti, senza alcuna destinazione per il team. La motivazione del team deriva semplicemente dalla detenzione di RUNE, in modo analogo agli altri utenti.

Il token RUNE è attualmente disponibile su diverse blockchain, inclusi Binance Chain (come token BEP-2) ed Ethereum (come token ERC-20), ampliando così la sua presenza e accessibilità.

Quante monete THORChain (RUNE) ci sono in circolazione?

Dal febbraio 2021, la quantità di RUNE in circolazione ammonta a 158,4 milioni, rappresentando una frazione dei 500 milioni totali di fornitura disponibili. Come precedentemente menzionato, THORChain ha debuttato attraverso una IEO su Binance DEX. Durante questa offerta, sono stati collocati sul mercato 20 milioni di RUNE. In precedenza, 130 milioni di RUNE erano stati ceduti in fasi precedenti di finanziamento.

In base alla proposta ufficiale di Binance DEX, il 10% dell’intera fornitura (50 milioni di token) è stato destinato al team, con un periodo di blocco che si è protratto fino al lancio della rete principale. Successivamente, il 20% di questa quota è stato sbloccato mensilmente.

Attualmente, THORChain segue una curva di emissione con un tasso di rendimento annuale del 30%. Questo parametro dovrebbe gradualmente convergere verso il 2% entro un arco temporale di dieci anni, secondo le attuali previsioni.

Come viene protetta la rete THORChain?

THORChain è stato sviluppato sfruttando il Cosmos SDK e si basa sul meccanismo di consenso Tendermint. Questo robusto sistema garantisce la sicurezza della rete contro potenziali attacchi attraverso un innovativo meccanismo di proof-of-stake (PoS) BFT, nel quale numerosi validatori collaborano per proporre e finalizzare blocchi di transazioni.

Oltre a ciò, gli smart contract di THORChain hanno superato la verifica di diverse società di sicurezza indipendenti, tra cui una revisione approfondita da parte di Certik, che non ha rilevato alcuna vulnerabilità. Questo attestato di sicurezza conferisce ulteriore affidabilità alla piattaforma.

Conclusioni 

Arrivati a questo punto possiamo tirare le somme e valutare il progetto nella sua interezza. Ebbene la prima cosa che ci preme dire è che THORChain è una soluzione innovativa perché parte dall’idea di poter risolvere con un sistema collaudato lo swap delle crypto. Solo il tempo potrà dirci se il suo progetto di fondo è riuscito a risolvere i problemi degli investitori. Per ora l’interesse è crescente.