Report Reuters: comportamento anomalo di Binance

Secondo l’ultimo report redatto da Reuters, Binance nelle ultime ore starebbe seguendo una linea d’ombra piuttosto dubbia nascondendo informazioni pertinenti i regolatori. In questo modo sta andando contro il proprio dipartimento di conformità favorendo un tipo di crescita che contrasta nettamente le regole del suo quadro normativo. Questa bomba lanciata dalla società analitica sta già generando i suoi frutti.

Siamo di fronte ad una situazione molto delicata per Binance dato che il report pubblicato da Reuters è considerato da molti autorevole e quindi lontano da speculazioni di parte. I risultati che emergono sulle pratiche di conformità normativa di Binance, attualmente considerato il più grande crypto-exchange al mondo per volume di scambi, mostrano un quadro piuttosto imbarazzante con una serie di irregolarità sistematiche che minano la credibilità dell’intero settore.

Si tratta di un modello bivalente che mette l’azienda con le spalle al muro e che dimostra una gestione contraddittoria dell’amministratore delegato della società, Changpeng Zhao, il quale se da un lato afferma di essere pronto ad una supervisione governativa dall’altro nega le richieste delle autorità di regolamentazione sottraendo dati essenziali alle verifiche del suo quadro normativo. Si tratta di un meccanismo che ha lo scopo di sfinire i regolatori, ma che invece sta producendo un effetto contrario con i mercati che subiscono questo nervosismo da entrambe le parti.

In pratica i risultati che sono emersi sono stati ottenuto combinando resoconti di ex dipendenti e consulenti senior di Binance, così come la revisione di documenti. A ciò sono stati aggiunti alcuni elementi di corrispondenza interna con messaggi confidenziali tra diversi regolatori nazionali e la società. Ebbene analizzando attentamente tutti questi elementi si è arrivata alla conclusione che Binance sta aggirando gli ostacoli e nello stesso tempo sta provando ad alzare la posta in gioco omettendo alcune iniziative cruciali.

Non è un caso che molti dipendenti di alto livello avrebbero in più occasioni sollevato preoccupazioni per i deboli standard di Know Your Customer/Anti-Money Laundering (KYC/AML) della società, ma sarebbero stati ignorati e addirittura snobbati dallo stesso CEO che avrebbe dunque ridimensionato le problematiche avanzate minimizzandone la portata.

In questo modo l’azienda cinese ha praticamente agito contro le raccomandazioni del suo dipartimento di conformità, finendo per accettare quei clienti che erano stati indicati come a rischio perché appartenenti a Paesi dall’estremo rischio di riciclaggio di denaro. E’ in questo scenario che ha avuto luogo un’ambigua affiliazione giurisdizionale con una struttura aziendale poco chiara.

Concludendo malgrado le anomalie e le indagini in corso circa l’attività sospetta della piattaforma, Binance continua ad espandersi verso nuovi terreni e mercati finanziari come quello legato alla possibilità di integrarsi nell’economia nazionale della Thailandia. Temiamo che presto questa situazione possa cambiare dopo l’enorme polverone scoppiato in seguito al report di Reuters.

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