Qubit Finance: un attacco hacker spaventa gli investitori

Qubit Finance ha subito nelle ultime ore un attacco hacker da 80 milioni di dollari con una conseguente decrescita legata alle fragilità di un sistema digitale che non ha saputo tutelare al meglio i fondi e i wallet di riferimento di milioni di utenti. Sulla carta parliamo di numerosi indirizzi associati a Binance Coin dal protocollo QBridge di Qubit. Ovviamente questa perdita sta creando un precedente che potrebbe inasprire le restrizioni sul mondo degli asset digitale. Come è stato possibile?

Un’ondata massiccia di hack ha finito per influenzare negativamente il mercato delle criptovalute andando a colpire uno degli ultimi protocolli di finanza decentralizzata come la Qubit Finance. Si tratta di un vero e proprio colpo al cuore del progetto finanziario digitale. Colpendo la DeFi ci si accanisce su un sistema che finora aveva portato i suoi buoni frutti. Tutto il settore è dunque in fibrillazione per quanto successo perché uno scenario del genere incrina il rapporto di fiducia creato con i propri investitori.

In pratica gli hacker hanno portato a termine un’operazione incredibile riuscendo a rubare ben 80 milioni di dollari da Qubit Finance per un protocollo basato su Binance Smart Chain che era considerato dagli addetti del settore inespugnabile! Per questo motivo pesa ancora di più la rovinosa perdita con una serie di indirizzi collegati all’attacco per circa 206.809 Binance Coin (BNB). Per ora in corso ci sono delle indagini finanziarie per capire come sia stato possibile. Di contro la violazione sarebbe partita secondo fonti autorevoli dagli smart contract di Qubit con lo scopo di creare in automatico un’enorme quantità di collaterale xETH usato poi per supportare l’intera quantità di BNB presente nel bridge di riferimento. Un’operazione quindi ben limata applicata utilizzando un’opzione di deposito per coniare illegalmente 77.162 qXETH. In pratica si tratta di un asset che rappresenta l’Ether trasferito su Qubit tramite un bridge.

Nello specifico CertiK ha spiegato la natura di questa operazione illecita che ha portato gli hacker a svolgere più volte queste azioni per convertire tutti gli asset in Binance Coin rendendo l’exploit in perdita come tra i più destabilizzanti degli ultimi anni. Successivamente Qubit ha cercato di risollevare gli animi rendendo nota la trattativa con l’hacker in questione che avrebbe chiesto una massima ricompensa in cambio degli asset rubati. Di seguito il team ha pensato bene di disabilitare tutte le funzioni chiave come Supply, Redeem, Borrow, Repay, Bridge e Bridge Redemption fino a nuovo avviso.

Sicuramente possiamo affermare che i rug-pulls ma anche le manomissioni dei protocolli sono all’ordine del giorno nel settore delle criptovalute, ma quello a cui abbiamo assistito nelle ultime ore ha davvero dell’incredibile. Qui non si tratta solamente di una perdita esorbitante ma di aver messo in discussione un sistema, quello della finanza decentralizzata (DeFi) su cui si basa tutta la blockchain di nuova generazione.

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