Polygon in crisi dopo un bot di arbitraggio

Polygon inizia a dare segni di cedimento dopo il recente bot di arbitraggio che ha generato 6.800$ trasformando 14 ETH in 218,5 ETH spammando la sua rete per 120 giorni con una serie di conseguenze per i protocolli di nuova formazione, ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto nelle ultime ore.

 

Premettendo che la crescente popolarità della finanza decentralizzata (DeFi) e dei token non fungibili (NFT) inneschi necessariamente un rialzo dei costi di transazione, la rete Ethereum ne ha comunque beneficiato andando ad attivare una serie di strumenti per accumulare introiti attivi come quelli ricavati servendosi di Polygon, la rete conosciuta a molti con il nome di MATIC che inizialmente sembrava essere una vera minaccia le soluzioni di scaling layer-2 di Ethereum, perché poteva contare sulla piattaforma QuickSwap.

Il problema è che non ha saputo gestire tale popolarità finendo per soccombere sotto i colpi di svariati competitors come Arbitrum e Optimism che ha iniziato a proporre soluzioni sempre più interessanti vanificando i suoi sforzi di emergere. In questo modo Polygon è stata bollata come una soluzione lenta con i dati di Flipside Crypto che hanno mostrato come le potenzialità a basso costo della rete Polygon siano state messe a dura prova.

Il bot che si è verificato ha riempito ogni blocco toccando gli 8 milioni al giorno di transazioni con un numero massimo sulla rete Ethereum che si attesta sugli 1,2 milioni, incrementando un traffico fino al 90% per spammare un intero blocco per un totale di 1.000$ al giorno. Di conseguenza si è creato per Polygon una perdita insostenibile soprattutto dopo il bot di arbitraggio che ha condotto migliaia di transazioni giornaliere indirizzate a vari exchange decentralizzati (DEX). Uno scenario inedito che però rivela l’inadeguatezza di alcune iniziative di fronte alle dinamiche imprevedibili del mercato digitale che tende a sfavorire i progetti privi di forti confini normativi.

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Un commento su “Polygon in crisi dopo un bot di arbitraggio”

  1. Non si tratta decisamente di uno scenario imprevedibile; questi bot anzi sono la norma all’interno dell’odierna finanza decentralizzata, in quanto aiutano a tenere in equilibrio i prezzi registrati da excanges decentralizzati e i prezzi di quelli centralizzati. Infatti i DEX (excanges decentralizzati) permettono lo scambio di criptovalute e il loro prezzo varia in proporzione a questi scambi, dunque le variazioni NON sono registrate in un order book e il prezzo può differire anche di molto rispetto ad un exchange centralizzato, che invece permette un ordine solo se esiste una controparte disposta ad accettarlo.
    Questa differenza di prezzo è il margine di guadagno di chi scrive questi bot che hanno il compito di prendere le criptovalute dove hanno un prezzo minore e rivenderle dove il prezzo è maggiore riportando i due prezzi ad una somma molto più equilibrata.
    Il fenomeno è del tutto normale, lo scandalo è dovuto all’alta richiesta di transazioni che il bot immetteva per avere l’esclusiva sul movimento delle criptovalute, infatti il team di sviluppo ha già proposto soluzioni che rendono non profittevole applicare nuovamente una tattica scorretta del genere; l’evento NON HA CAUSATO NESSUN DANNO in particolare a nessun utente della rete che comunque era libero di usarla, magari con qualche prezzo di transazione leggermente superiore a quello che si sarebbe visto senza questo bot.

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