NFT: gli acquisti scendono con una perdita di 800.000 utenti

La difficile situazione macroeconomica provocata dalla guerra tra Russia e Ucraina sta avendo degli effetti deleteri su alcuni spazi operativi del mercato digitale. In particolare gli NFT hanno registrato una performance negativa dato che nell’arco di poche settimane hanno perso 800.000 utenti facendo crollare anche le ricerche su Google. Si tratta di una decrescita che sta spaventando gli investitori. Basti pensare che a febbraio ci sono stati 796.009 acquirenti di NFT sui mercati secondari, per un valore di vendite di circa 2,6$ miliardi, un calo impressionante rispetto al record del mese precedente con una correzione anche del volume di ricerche per i token non fungibili.

Stiamo parlando del 12% rispetto a gennaio con un calo stimato del 40%. Si tratta di cifre che difficilmente possono essere recuperate considerando il numero ridotto di spiragli a questa guerra che sembra non avere fine. Ciò nonostante gli analisti sono del parere che bisogna anche mettere in conto uno stallo quasi fisiologico dopo un mese di acquisti massicci. Ragion per cui prima di parlare di un vero calo di volume occorre analizzare l’entità di questa decrescita che invece potrebbe semplicemente rappresentare il raggiungimento di un livello di stabilità. Di contro riteniamo che la caduta sia dirompente con OpenSea che è passata da un volume di vendite record per un totale di circa 5$ miliardi per poi scendere a 3$ miliardi.

Se a ciò aggiungiamo che anche le ricerche globali delle parole chiave per “NFT” sono calate significativamente, è naturale dedurre una forte disaffezione da parte degli investitori che iniziano a vedere i token non fungibili come un asset non sicuro data l’incertezza determinata dal conflitto bellico. Ecco allora che gli NFT rischiano di perdere l’interesse degli utenti, anche se molti di essi hanno iniziato delle campagne di raccolti fondi per l’Ucraina proprio utilizzando i token non fungibili. Questo vuol dire che non sono del tutto spariti nei wallet di riferimento, solo che non c’è più quella corsa senza precedenti in virtù del nuovo volto del mercato digitale.

Il calo è avvenuto negli Stati Uniti da sempre il mercato più attivo per lo sviluppo e la diffusione di NFT, al contrario del Giappone dove attualmente c’è il più basso interessante, nonostante il noto colosso giapponese Rakuten abbia lanciato un marketplace NFT alla fine del mese scorso. In questo scenario l’attuale flessione al bull market e il successivo crollo sono degli elementi che vanno presi in considerazione per capire in che modo è cambiata la percezione dell’investitore rispetto ai token non fungibili. A molti traders questo disinteresse improvviso ricorda il bull market delle criptovalute del 2017 ed il successivo bear market del 2018. Di conseguenza si prevede presto un cambio di rotta, percependo questa discesa come una necessità di assestamento in vista di un più ampio consolidamento del sistema.

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