Mining Crypto: le correzioni al ribasso non spaventano i miner

Fortunatamente i miner di tutto il mondo non si sono lasciati influenzare dal recente crollo dei Bitcoin, ma anzi hanno continuare a produrre cripto consentendo a questa moneta di raggiungere un nuovo massimo storico. Di conseguenza uno dei momenti più difficile della sua cronistoria sta per essere ampiamente superato grazie all’attività di mining che ha continuato a garantire continuità ed efficienza per tutti gli investitori interessati. stiamo parlando di un contesto in cui si è raggiunto tranquillamente un hash rate medio di 190,71 EH/s nonostante la decrescita vertiginosa del suo prezzo. In questo scenario risulta chiaro che le continue correzioni al ribasso non hanno assolutamente spaventato i miner.

In siffatto contesto bisogna ragionare su una questione aperta e che riguarda la specifica difficoltà della rete dei BTC a trovare una sintesi operativa a causa della potenza di calcolo complessiva di tutti i partecipanti. Di conseguenza in un clima al ribasso è sempre più difficile confermare le transazioni e pertanto minare BTC, eppure i miner hanno continuato la loro attività superando l’ostacolo derivante dal divieto per il mining introdotto in Cina. Questo dato di fatto si rivela molto incoraggiante per la moneta che può dunque contare su una serie di risorse vantaggiose.

Quando i miner cinesi hanno poi consentito le operazioni alleggerendo la presa sul mercato degli asset la difficoltà della rete riscontrata inizialmente ha visto una drastica ripresa con il network che ha ufficialmente raggiunto il più alto livello di difficoltà di sempre. Fortunatamente l’intera rete è destinata a rafforzarsi nonostante l’ostacolo che pare diventare sempre più grande. I prossimi 12 giorni saranno molto importanti per capirne la tenuta.

In queste condizioni di mercato abbiamo riscontrato una forte influenza da parte di F2Pool che nelle ultime battute si è rivelato un valido alleato. A tal proposito con dati alla mano abbiamo scoperto che ha contribuito maggiormente all’hash rate estraendo pensate un pò ben 88 blocchi, Poolin lo segue con 76 blocchi. Tenendo bene a mente che nella giornata di ieri al commissione media per transazione era di appena 1,58$. Stiamo parlando di una quota molto inferiore rispetto al picco di 62,78$ che invece aveva raggiunto nel mese di aprile del 2021. In questo scenario tra valori sovraperformati e strette da parte della FED si va delineando un quadro anomalo che fortunatamente non spaventa i miner, impegni nella loro attività indipendente dalle dinamiche azionarie del mercato digitale.

Si è vero il panorma macroeconomico è notevolmente peggiorato per le criptovalute nelle ultime settimane, tra investitori ballerini che non riescono più a dare quella continuità operativa che consentiva di assicurare una certa stabilità. Per questo motivo sapere che le attività di mining continuano a proliferare nonostante il recente crollo rappresenta sicuramente un’ottima notizia dal valore aggiunto se la si guarda in un’ottica di prospettiva futura.

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