Migliori Broker Forex Italiani Autorizzati dalla Consob

I migliori broker forex italiani consigliati sul nostro territorio sono 10 e in questa guida vi racconteremo il loro potenziale sul campo dopo aver analizzato diversi fattori chiave: dalla sicurezza e dai criteri di affidabilità al deposito minimo richiesto, dal numero di asset disponibili su cui investire fino alla percentuale degli spread addebitati alla tipologia dei leva retail con annesse le piattaforme disponibili.

Migliori Broker Forex Italiani Autorizzati Consob

Quali sono i 10 migliori broker per l’Italia?

Ecco l’elenco dei 10 broker forex italiani che vi consigliamo se volete fare trading sul territorio italiano.

  1. eToro
  2. XTB
  3. AvaTrade
  4. IG Markets
  5. Plus500
  6. ActivTrades
  7. Pepperstone
  8. Degiro
  9. Fineco
  10. Directa

Nel corso dell’analisi e della selezione di questi intermediari finanziari, abbiamo attentamente valutato i seguenti criteri:

  • Affidabilità e sicurezza del broker
  • Importo minimo richiesto per il deposito
  • Varietà di asset disponibili per l’investimento
  • Livello degli spread applicati
  • Offerta di leva finanziaria per investitori retail e professionali
  • Diverse piattaforme di trading messe a disposizione.

1. eToro

Questo broker forex, considerato uno dei migliori in circolazione, è disponibile in Italia grazie alla licenza Consob eToro (Europe) Ltd. – 10033275. Da un certo punto di vista è la scelta migliore per il social e il copy trading grazie alla sua piattaforma webtrader. Per utilizzarlo va ricordato che il suo deposito minimo in Italia è di 50$. A conti fatti l’USD è l’unica valuta di base accettata. Per questo motivo ci verrà addebitata una tassa di conversione a partire da 50 pip a seconda del metodo di pagamento utilizzato. Qui troviamo spread da 1 pip su più di 1000+ CFD asset, inclusi forex, azioni, indici, materie prime, crypto, ETF. Per ciò che concerne l’utilizzo della può arrivare fino a 30:1 (clienti retail) e fino a 400:1 (clienti professionali).

2. XTB

Uno dei meriti di questo broker forex per principianti è sicuramente l’ampio pacchetto di materiale didattico con cui assicura anche ai neofiti una migliore esperienza di investimento. Per il resto si configura come un ottimo strumento autorizzato dalla Consob con numero di registrazione 3569. A tal proposito per operare su XTB non c’è l’obbligo di deposito minimo. Inoltre gli asset offerti sono più di 5400 e comprendono forex, indici, crypto, materie prime, ETF e azioni, con spread che partono da 0,3 pip sul forex. Per ciò che concerne la leva può arrivare fino a 1:30 (retail) e 200:1 (professionale), invece per le piattaforme si appoggia a xStation 5.

3. AvaTrade

Si tratta di un broker in grado di assicurare un funzionamento versatile potendo fare affidamento su diverse piattaforme come AvaOption, MT4 e MT5. In Italia è disponibile con licenza Consob 9068076 e ha una sede italiana situata a Milano. $100 è il deposito minimo necessario per aprire un conto col broker. Decisamente conveniente! Inoltre offre 1000+ asset CFD con spread fissi da 0,9 pip sul forex. Tra gli altri prodotti finanziari disponibili troviamo: indici, materie prime, azioni, cripto, ETF, opzioni forex, bond. Per ciò che concerne la leva sappiamo che è fino a 30:1 per trader retail and 400:1 per trader professionisti.

4. IG Markets

Questo broker si rivela una soluzione ottimale fin da subito soprattutto per gli investitori italiani grazie alla presenza di una sede italiana a Milano potendo fare affidamento su una licenza CONSOB 1026230. Il deposito minimo richiesto è fissato a 300€, in compenso ci sono più di 17.000 asset CFD tra cui opzioni vanilla, bond e digital100, con spread sul forex da 1 pip. La leva finanziaria disponibile arriva fino a 30:1 (retail) e 222:1 (professionale). Inoltre abbiamo la possibilità di scegliere tra varie piattaforme di trading: ProRealTime, L2Dealer, MT4 e piattaforma mobile.

5. Plus500

Plus500 è una realtà in espansione a fronte del grande successo scaturito dagli CFD. In tal senso è broker storico nel panorama italiano con licenza CONSOB 1006241. Il deposito minimo richiesto è di 100€, mentre i spread sono variabili su 2000+ asset CFD tra cui 60+ di coppie forex e altri tipi di asset come indici, azioni, materie prime, cripto, ETF, opzioni e futures. La leva disponibile può arrivare 30:1 per clienti italiani retail e a 300:1 per clienti italiani professionali. Tra le piattaforme può fare affidamento sull’elevato livello di Webtrader.

6. ActivTrades

Questo broker per italiani è la risposta per coloro che stanno cercando una piattaforma dove sperimentare le proprie capacità a fronte del suo conto DEMO davvero funzionale. ActivTrades è molto attivo in Italia e dispone una regolare licenza CONSOB 5081938. Per il suo utilizzo non richiede un deposito minimo in Italia. Particolarmente interessante la sua offerta di 500 asset con spread a partire da 0.5 sul forex. Tra gli altri asset disponibili troviamo: indici, ETF, azioni, materie prime, opzioni e futures. Per ciò che concerne la leva retail essa arriva fino a 30:1, mentre la leva professionale fino a 400:1. Le 3 piattaforme sono: Metatrader4, Metatrader5 e Piattaforma proprietaria.

7. Pepperstone

E’ il broker amato dagli italiani che cercano appunto un broker con spread bassi. Si presenta con licenza CONSOB 0005104/17 per operare in Italia. Ci vogliono 200 euro per iniziare dato che è questa la cifra del suo deposito minimo. Inoltre possiamo scegliere tra circa 200 asset CFD con spread da 0 pip sul forex a seconda del tipo di conto scelto. Tra gli altri prodotti finanziari troviamo: indici, materie prime, cripto e azioni. La leva più alta che viene resa disponibile è di 1:30 e di 1:500 a seconda che il cliente sia di tipo retail o professionale. Tra le piattaforme disponibili ci sono: MT4, MT5, cTrader.

8. Degiro

Con Degiro possiamo operare soprattutto con le azioni. A tal proposito si pone come uno dei più specifici e particolarmente impiegato in 18 paesi Europei, tra cui l’Italia. È possibile aprire un conto per soli 0,01€, anche se qui però non troviamo il conto demo. Quanto alla sua offerta troviamo un pacchetto di 30.000 azioni e migliaia di ETF rivelandosi un broker adatto davvero ad ogni esigenza e richiesta. Molto convenienti le commissioni che partono da 0,50€ per le azioni USA. Per fare trading possiamo affidarci alla piattaforma proprietaria del broker.

9. Fineco 

Il popolare Fineco ha una registrazione CONSOB e rappresenta un’ottima scelta per trader italiani. Non c’è alcun conto DEMO, ma in compenso non dobbiamo necessariamente caricare un deposito minimo. La sua è il trading su azioni con commissioni a partire da 19€ riducibili fino a 2,95€ per ordine. Nella sua offerta troviamo anche contratti futures, opzioni. Senza dimenticare che consente anche operare sui classici CFD, con spread da 1 pip sul forex. La sua leva massima è di 30:1 per clienti retail e una leva massima di 100:1 per clienti professionali. Anche qui per fare trading possiamo puntare sulla piattaforma proprietaria del broker.

10. Directa

Se invece la vostra priorità sono i costi bassi allora la scelta giusta è Directa, una piattaforma fondata nel 1985 a Torino che consente agli investitori di operare sui mercati finanziari direttamente coi i propri dispositivi. Non c’è bisogno di sottoscrivere un deposito minimo per investire. Inoltre garantisce un’ottima disponibilità di azioni, ETFs, forex, indici, futures, coppie forex e opzioni, con commissioni a partire da 1,50€ a seconda del prodotto. Per quanto riguarda la leva massima sulle azioni è di 5:1 per ogni genere di cliente.

Cos’è e come funziona il trading online ?

A questo punto una volta compresi i meccanismi dei vari broker forex disponibili nel nostro Paese spostiamo l’attenzione sul funzionamento vero e proprio del trading Forex, laddove quest’ultima parola sta per Foreign Exchange Market, ossia scambio di valuta estera. In sostanza in questo mercato che può vantare un volume di scambi giornalieri 6000 miliardi di dollari,  vengono scambiate le varie valute per ottenere profitti attraverso il relativo tasso di cambio.

La sua nascita risale al 1971, quando i trattati di Bretton Woods furono definitivamente abbandonati. Essi erano stati approvati con la Seconda Guerra Mondiale e prevedevano di fissare il tasso di cambio di diverse nazioni con quello del dollaro, che a sua volta era ancorato al valore dell’oro. Si trattava di una buona soluzione per evitare speculazioni di vario genere, ma risultava anche limitante per l’economia del dopoguerra, che aveva invece bisogno di investimenti ingenti per riscoprire intere nazioni. In ogni caso questo mercato con la sua entrata in scena dava origine al mercato valutario con annesse deregolamentazioni che comunque aiutarono senz’altro investitori e speculatori.

Inizialmente solo i grandi protagonisti della finanza mondiale come banche nazionali, fondi di investimento, grandi investitori o stati nazionali potevano fare investimenti nel mercato forex, poi dopo gli anni 80? le cose sono iniziate a cambiare. Certamente la diffusione degli investimenti online ha accelerato questo fenomeno, e anche i comuni cittadini iniziarono ad avere accesso a questi mercati. Successivamente negli anni ’90 il trading forex arriva in Italia conquistando un’incredibile mole di investitori di diversa provenienza professionale e non solo.

Fare trading online in Italia è sicuro?

Si, lo è! In Italia operare con il trading forex con un broker CFD è una procedura sempre sicura. Questo accade perché tutti i broker che operano in Italia rispettano il regolamento dell’autorità dell’ESMA (Autorità Europea degli Strumenti finanziari e dei Mercati) la quale negli anni ha imposto diversi criteri di approvazione per rendere l’attività degli utenti la più sicura possibile. Le principali regola introdotte dall’ESMA sono contenute nella direttiva MiFID II.

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Tra queste abbiamo la Negative Balance Protection: si tratta di una misura che impedisce di perdere più di quello che si deposito sul conto. In questo modo, se un utente va in negativo, sarà il broker a coprire la differenza. Nel tempo sono state diverse le implicazioni susseguite a questa regola, tra cui la definizione chiara dei livelli di leva finanziaria che si può rivelare un boomerang se non si un’adeguata preparazione. In questo scenario va ricordato che l’ESMA non è l’unico garante della sicurezza in ambito di trading online, c’è anche la Cyprus Securities and Exchange Commission che è caratterizzata da un fondo di compensazione per investitori utile nel caso un broker si rivela insolvente.

In generale possiamo dire dunque che sono molti sicuri anche perché assicurano la presenza di conti segregati che offrono una garanzia molto importante per i trader. Il denaro che viene depositato presso un broker non è davvero in possesso di quest’ultimo. In tal senso viene aperto un conto con una banca terza a nome dell’utente e il broker non può assolutamente utilizzarlo. Così il denaro proveniente dalle commissioni e quello derivato dai conti restano separati. Così in caso di bancarotta possiamo comunque recuperare una parte del nostro capitale investito. Ancora dubbi sulla loro sicurezza?

Come scegliere il miglior broker italiano

Come scegliere il miglior broker italiano
Logo Consob

Nella scelta del miglior broker italiano entrano in gioco diversi fattori: dalla sicurezza ai costi fino alle tempistiche delle transazioni. Le regolamentazioni hanno un ruolo chiave perché rappresentano una garanzia di affidabilità e di conseguenza bisogna sempre verificare le certificazioni ESMA e CONSOB. Senza dimenticare altre autorevoli come l’ASIC Australiana e l’FCA del Regno Unito. Inoltre riteniamo che anche la longevità è sicuramente un ottimo indicatore di efficienza e trasparenza: se è durato per tutti questi anni, un motivo ci sarà! Infatti un’esperienza trentennale nel mondo del trading online dimostra che ha fondamenta solide e un’ottima gestione della società.

Nella fase relativa alla scelta del miglior broker entrano in gioco anche fattori soggettivi che sono legati per lo più alla nostra capacità sul campo. Di conseguenza i trader professionisti e i neofiti tendono a scegliere broker differenti in base alla tipologia dei servizi che sono in grado di offrire. Per quest’ultimi consigliamo broker con un deposito minimo il più basso possibile, così da non impiegare da subito somme di denaro troppo importanti. Su questa lunghezza d’onda una piattaforma semplice e intuitiva può essere un ottimo criterio di valutazione per coloro che sono alle prime armi, spesso trainati dalla presenza di un conto demo, da usare il più possibile. Ovviamente dato che non obbliga l’apertura di un conto reale si rivela molto utile nella fase iniziale.

Un criterio che mette d’accordo entrambe le tipologie di investitori è in relazione ai costi e allo spread laddove sono tutti d’accordo che bisogna massimizzare i profitti. Tenendo bene a mente che spesso i broker con migliori offerte al riguardo sono i Broker ECN. Un altro consiglio utile secondo noi è quello di optare per un broker con una sede fisica in Italia connessa ad un servizio clienti in modo da poter parlare con una persona fisica in carne ed ossa nel caso dovessimo riscontrare dei problemi. Per questo motivo vi sconsigliamo di scegliere un broker che non prevede l’impiego della lingua italiana, altrimenti rischiate di non sapere esattamente cosa sta succedendo al vostro capitale investito.

Ecco i link utili per verificare se un broker ha l’autorizzazione Consob:

Restrizioni nel fare trading in Italia

Prima di scegliere uno dei broker indicati e iniziare a fare trading online, bisogna accertarsi di quali restrizioni vengono imposte per evitare di trovarsi in una spiacevole gabbia di regolamentazioni. Diciamo subito che molte regole sono state determinate dall’attività dell’ESMA, e vanno nella direzione di una maggiore difesa degli utenti.

La prima restrizione è legata ai livelli massimi di leva. Ebbene in Italia e in Europa la leva massima sul forex è di 1:30. Stiamo parlando di una restrizione legittima, poiché a conti fatti la leva finanziaria è uno strumento pericoloso per coloro che sono alle prime armi. I livelli che c’erano prima erano piuttosto eccessivi aumentando notevolmente i rischi connessi al trading online.

Su questa lunghezza d’onda va ricordato che esistono anche alcuni strumenti che sono stati del tutto bannati, come per esempio lo Spread Betting che comunque resta accessibile in molti stati extra europei come l’Inghilterra e l’Irlanda. Diverso il caso delle Opzioni Binarie, prima reso illegale dall’ESMA e poi riqualificato recentemente anche se poi non sono cambiate le sue condizioni operativo.

In ogni caso consigliamo sempre la massima cautela data la somiglianza allo Spread Betting. Stiamo parlando comunque di strumenti utili soprattutto per gli utenti più esperti, ma potrebbero rivelarsi davvero insidiosi ai neofiti. Insomma se non avete la dovuta preparazione rischiate di perdere tutto il vostro capitale. Chiarito anche questo aspetto, è arrivato il momento di indicare alcuni consigli pratici per scegliere il miglior broker.

Tasse sul trading in Italia

Le tasse sul trading online in Italia hanno una loro modulazione. In generale riuscire a trovare il filo della matassa non è complesso ma è necessario chiarire alcuni punti chiave. Prima di tutto dobbiamo sapere che le imposte sul trading online in Italia ammontano al 26% sulle plusvalenze. Questo vuol dire che non entreranno in questo conteggio le perdite ma potranno comunque essere sfruttate come bonus fiscali. Un buon commercialista vi spiegherà che ci sono molti strumenti che possono aiutarvi a sottrarre le perdite dalle tasse entro 4 anni, fornendo un ottimo paracadute a coloro che spesso perdono il proprio capitale sul mercato digitale.

Per tutto ciò che concerne le tempistiche in linea di massima le tasse sul trading vanno pagate entro il giugno dell’anno successivo, laddove dati andranno inseriti nella propria dichiarazione dei redditi. Per coloro che invece operano come sostituti d’imposta, sarà il broker stesso ad occuparsi della tassazione, detraendo in maniera automatica il 26% dalle plusvalenze.

Sono due quindi i regimi fiscali tra cui decidere:

  • Regime Amministrativo: aiuta di gran lunga l’investitore occupandosi della tassazione, ma sottraendogli anche liquidità.
  • Regime Dichiarativo: ci occupiamo personalmente della dichiarazione dei nostri profitti derivati dall’attività di trading, ma in compenso abbiamo anche 1 anno come margine di tempo in cui potremo utilizzare la nostra liquidità.

In questo scenario il primo regime è consigliato a coloro che hanno una maggior esperienza sul campo, il secondo invece è ideale per coloro che sono alle prime armi e che vogliono gestire tutto in maniera diretta.