I dati sui derivati indicano un trend ribassista per le crypto

I dati che abbiamo in nostro possesso sui derivati dimostrano chiaramente che l’entusiasmo degli investitori sulle criptovalute sta perdendo forza e vigore, perchè a mancare è la direzione, una visione di insieme, funestata dai continui cambi di marcia della FED che tra nuovi tassi e regolamentazioni sta mandando in tilt l’intero settore. A tal proposito l’attività di mercato è diminuita e il cambio di prezzi è il segnale più evidente di questa trasformazione in atto.

 

Con numeri alla mano scopriamo che a danneggiare questa situazione già di per se delicata ci pensano i tassi di finanziamento che sono diventati sostanzialmente negativi laddove il costo del prestito per acquistare criptovalute con leva è sceso pesantemente. Ciò significa una sola cosa è cioè che la domanda di denaro per fare scommesse non sarà più come prima con i trader che velocizzano le loro transazioni in modo da raggiungere il prima possibile le loro posizioni.

Inoltre dall’ultima settimana di dicembre abbiamo visto l’indicatore OI e quindi l’open interest (OI) sui bitcoin futures scendere vertiginosamente. Attualmente la cifra stimata è di 16 miliardi di dollari contro i 19 del mese precedente, un calo sostanziale che sta mettendo in allerta gli investitori, tenendo bene a mente che durante il picco di novembre eravamo su numeri molto più alti e quindi circa $ 26 miliardi. Per non parlare dello scenario dei future che hanno registrato un andamento al ribasso.

Certo molte cose sono cambiate dal picco di novembre con una decrescita vertiginosa. Ne sanno qualcosa i future che potevano contare su un mercato che si attestava su 13 miliardi di dollari e che ora si deve accontentare di circa 8 miliardi di dollari. Si tratta di una situazione piuttosto difficile da gestire con le opzioni open interest su bitcoin ed ether sono scese al punto in cui erano all’inizio di ottobre. Laddove abbiamo l’OI per i BTC che ora è a $ 7 miliardi e a $ 5 miliardi quello di ETH. Basti pensare che a dicembre i primi erano a $ 10 miliardi e i secondi a $ 7 miliardi.

Alcuni di questi fall-off possono essere associati alle scommesse di fine anno con le stesse conseguenze che abbiamo riscontrato ad ottobre e cioè prima della corsa ai prezzi con i relativi aumenti. Stiamo parlando di cali sistematici che non fanno affatto bene a questo mercato. In tal senso va ricordato che i volumi impliciti frutto dei calcoli sui premi delle opzioni combinando le prospettive future sono scesi ad un livello preoccupante che merita una riflessione su quello che sta succedendo nel mercato digitale. Se guardiamo per esempio al fattore della volatilità scopriamo che essa ha creato non pochi problemi nel mercato azionario, ma da dicembre i volumi impliciti delle criptovalute sono semplicemente diminuiti, incrinando il sentiment generale degli investitori.

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