Bitcoin: limiti e dubbi di BNY Mellon

Francesca Fornasari, CEO della competitiva BNY Mellon, ha espresso di recente i suoi dubbi sui Bitcoin mostrando i limiti di questa famosa criptovaluta in virtù di una volatilità senza controllo. Le sue perplessità hanno generato una serie di reazioni che hanno smosso il mercato spingendo nuovamente il trend ribassista. Il motivo di tale andamento è da rintracciare nella natura delle sue parole con cui ha definito i BTC inadatti per gli investitori istituzionali per la loro scarsa liquidità.

Lo scetticismo della famosa CEO è relativo alla gestione dei grandi rischi che sono connessi alla criptovaluta. In tal senso si parla di una certa inadeguatezza ad affrontare situazioni complesse, proprio in assenza di una regolamentazione che può variare a seconda del mercato in cui si opera. Ovviamente le sue parole sono state criticate dagli analisti che hanno rintracciato nella sua posizione un certo pregiudizio nell’operatività della blockchain.

Il dibattitto è aperto anche se sono in molti a supportare la visione di Francesca Fornasari circa la possibilità di trovare un adesione tra le necessità della maggior parte degli investitori istituzionali e le dinamiche tecniche delle cripto. Ciò deriva in massima parte da una certa volatilità collegata ad una scarsa liquidità che a lungo andare può mettere in crisi l’intero sistema valutario.

Nella sostanza si hanno dei dubbi sul fatto che i Bitcoin non solo facili da valutare per esempio rispetto all’oro per via delle enormi oscillazioni del suo prezzo. Questo aspetto può avere delle conseguenze sul piano inflazionistico. In realtà la Fornasari ha poi dovuto precisare che le sue parole avevano lo scopo di mettere al corrente gli investitori in modo da renderli consapevoli delle sfide da affrontare con i Bitcoin, ma non è stata percepita questa intenzione! Al contrario da più parte si è letto un tentativo di affossare il sistema cripto.

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