Bitcoin e Inflazione: c’è un legame? Di che tipo?

Dall’analisi di alcuni dati statistici, sembrerebbe che ci sia una correlazione tra Bitcoin e inflazione americana, ma non vi è alcuna certezza a riguardo.
Questa criptovaluta è nata con l’intento di essere una valuta deflattiva, sostitutiva delle tradizionali valute soggette al fenomeno dell’inflazione (come il dollaro) e quindi se la valuta statunitense è inflazionata, il risparmiatore aumenta il proprio interesse nei confronti di Bitcoin, per salvaguardare i propri risparmi.

Bitcoin e Inflazione

In tal modo, il risparmiatore crea un portafoglio in Bitcoin, diminuendo quello in dollari e quindi è possibile ipotizzare un legame tra Bitcoin e dollaro.
Se, invece, si osserva il problema da un punto di vista strettamente economico, non dovrebbe esservi alcun legame tra Bitcoin e dollaro, in quanto i prezzi al consumo sono legati alle valute tradizionali, cioè quelle che fanno parte dell’economia reale e che sono trattate nel sistema bancario di ogni Paese.

Il Bitcoin non avendo alcuna relazione diretta con le banche e con l’economia reale non può influenzarne l’andamento e, di conseguenza, non può generare direttamente alcun fenomeno inflazionistico.

Bitcoin e inflazione americana: la correlazione

Dopo aver esposto le due ipotesi contrastanti tra loro, è opportuno approfondire l’argomento sulla base di prove empiriche per verificare se effettivamente si può affermare un legame tra Bitcoin e inflazione.

Per quanto riguarda i prezzi al consumo non è possibile effettuare una statistica affidabile, dato che Bitcoin è una valuta nata in anni recenti e quindi il periodo da analizzare è troppo breve a livello statistico per trarre delle conclusioni meritevoli di essere tenute in considerazione.

Gli unici indizi di un effettivo legame tra Bitcoin e inflazione sono da ricercarsi analizzando dei dati economici relativi all’Argentina. In questo Paese è presente un alto tasso di inflazione che ha provocato una perdita del potere d’acquisto da parte dei consumatori.

La valuta locale risulta così inflazionata e di conseguenza si è registrato un incremento di acquisti in Bitcoin da parte dei risparmiatori, allo scopo di salvaguardare i propri risparmi.

In passato, nei momenti di crisi economica caratterizzata da forte inflazione, gli argentini acquistavano dollari americani, ma in anni recenti in Governo ha posto dei limiti a tali operazioni valutarie. Proprio per questo motivo, si è registrato un boom di acquisti di Bitcoin in Argentina.

Gli avvenimenti che si sono registrati in Argentina, potrebbero replicarsi anche negli Stati Uniti, ma non vi è alcuna certezza su questo punto, ma se ciò fosse qualora si verificasse un aumento dei prezzi al consumo, i cittadini americani orienterebbero i loro risparmi sui Bitcoin.

Bitcoin e inflazione americana: conclusione

In conclusione, se è vero che non vi sono certezze sull’esistenza di un legame tra Bitcoin e inflazione, è anche vero che bisogna essere pronti a operare nel mercato delle criptovalute, in modo da essere sempre pronti in caso di voler effettuare un investimento in valute digitali.

Se si è dei principianti del trading in Bitcoin, è opportuno rivolgersi a degli esperti del settore o affidarsi alle varie piattaforme specializzate che offrono servizi molto validi anche per i meno esperti.

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