Dario Amodei pubblica saggio sul rallentamento dell’AI, future in calo prima dell’apertura

Nella notte del 14 settembre 2026, i future sulle azioni statunitensi hanno registrato una flessione significativa dopo la pubblicazione di un saggio da parte di Dario Amodei, CEO di Anthropic. Il saggio, intitolato “Dobbiamo dosare i progressi sulla frontiera”, esorta le aziende di intelligenza artificiale a rallentare lo sviluppo dei modelli di avanguardia.

Le conseguenze del saggio si sono fatte sentire immediatamente nei mercati. I future sul Nasdaq 100 sono scesi dell’1,2%, mentre il Dow Jones Industrial Average ha registrato un calo dello 0,4% e l’S&P 500 ha perso lo 0,6%. Questi ribassi si sommano a una settimana difficile per le azioni, con il Dow che ha appena vissuto la sua peggior perdita settimanale da marzo.

Riflessioni sul mercato dell'AI

Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha escluso l’ipotesi di un’IPO quest’anno, citando preoccupazioni simili riguardanti la sicurezza. Tuttavia, il CFO di OpenAI, Sarah Friar, ha dichiarato che la società rimane in pista per una quotazione in borsa entro il 2027. Questa prospettiva potrebbe riflettere una strategia messa in atto per affrontare le incertezze legate alla rapida evoluzione dell’AI.

Il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale è approdato anche a Washington, dove i legislatori stanno considerando richieste di una supervisione più rigida. Queste discussioni si sono intensificate in seguito all’avvertimento di Amodei, che ha sottolineato l’importanza di una riflessione seria sui progressi tecnologici.

Possibile impatto sui tassi d'interesse

In un contesto di maggiore tensione, i future sui fed funds indicano circa l’85% di possibilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione prevista per mercoledì. I recenti movimenti nei mercati potrebbero anche suggerire che, se le perdite dei future dovessero mantenersi fino all’apertura, le azioni legate all’AI risultino tra le più esposte. Questa situazione evidenzia non solo l’impatto diretto delle dichiarazioni di Amodei, ma anche la preoccupazione più ampia per la direzione futura dell’industria.

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